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Musica troppo alta, schiamazzi fino alla mattina e non rispetto delle norme covid19: stop di 8 giorni al Cafè 34

Il provvedimento ha colpito il locale in piazza Duomo. L'obiettivo è quello di "contrastare e frenare fenomenologie che, se non debitamente arginate, rischierebbero di sfociare in derive degenerative di grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica”

Pubblicato il - 04 settembre 2020 - 15:58

TRENTO. Stop per otto giorni all’attività di somministrazione di alimenti e bevande al “Caffè34”, il locale che si trova in piazza Duomo (Qui articolo). Il provvedimento è stato deciso con un'ordinanza del questore di Trento come forma di cautela a seguito, come specifica una nota della Questura, di ripetuti episodi di irregolarità amministrative e situazioni di disturbo alla pubblica quiete, dovute in particolare allo svolgimento di attività sonore oltre gli orari consentiti e alla presenza di giovani, tra cui diversi minori attirati dalla somministrazione di alcolici.

 

Ci sarebbero poi, viene ancora specificato, reiterate sanzioni di natura sia amministrativa che penale contestate all’esercente ed al personale dipendente per mancata esposizione del divieto di fumo, per diffusione sonora oltre i limiti e gli orari consentiti nonché per somministrazione di alcolici a minori di 18 e di 16 anni.

 

Non sono poi mancate le segnalazioni e le richieste di intervento per schiamazzi che sono durati fino al primo mattino, per rissa, per un episodio di intimidazione e minacce a danno dei dipendenti di una vicina struttura ricettiva ed infine per ripetuti episodi di assembramenti con mancato rispetto delle disposizioni di contenimento e gestione dell'emergenza da Covid-19.

 

“In un complessivo contesto che evidenzia come l’esercizio funga da catalizzatore e da punto di riferimento di persone che apertamente violano misure di prioritaria importanza, poste a tutela dell’ordinato svolgimento della vita sociale e della sicurezza pubblica, intesa nella sua più ampia accezione”, viene chiarito dalla Questura.

 

Da ciò, la necessaria determinazione del Questore che, con specifiche intenzioni dissuasive rispetto a queste condotte, mette in evidenza il massimo livello di attenzione per “contrastare e frenare fenomenologie che, se non debitamente arginate, rischierebbero di sfociare in derive degenerative di grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

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