Abitanti esasperati, aggressioni ai poliziotti e disturbo della quiete pubblica: chiuso per 30 giorni un bar del centro
Sospensione della licenza e chiusura per 30 giorni del “Salinas Lounge Cafè” a causa di gravi problemi di ordine e sicurezza pubblica

BOLZANO. Il questore di Bolzano Paolo Sartori ha disposto la sospensione della licenza e la chiusura immediata per 30 giorni del “Salinas Lounge Cafè” in via Goethe, nel capoluogo altoatesino, a causa di gravi problemi di ordine e sicurezza pubblica.
Problematiche gravi e segnalate più volte dagli abitanti nella zona, esasperati per il contesto di insicurezza diffusa e di qualità della vita compromessa a causa del comportamento tutt’altro che civile tenuto dagli avventori, oltre che della musica riprodotta costantemente ad un volume che aveva reso impossibile il riposo e la tranquillità delle persone.
Una situazione tesa che è degenerata nella serata di giovedì 13 marzo, quando una pattuglia della squadra volanti della polizia di Stato hanno accertato (dopo le segnalazioni dei vicini) la presenza di numerosissimi avventori stipati nel locale, e di musica ad altissimo volume, tanto da impedire di comunicare con la gestione dello stesso. Ripetutamente gli agenti hanno intimato al dj – sprovvisto di regolare autorizzazione a diffondere musica – e ad una dipendente con le mansioni di barista, di abbassare il volume della musica e di esibire la licenza; di tutta risposta lo staff ha proseguito nelle sue attività manifestando un palese disinteresse ed un totale rifiuto ad adempiere alle intimazioni delle forze dell’ordine, in quanto “il loro compito era quello di “accontentare i clienti”.
Lo stesso titolare dell’esercizio pubblico in questione, un cittadino pakistano di 39 anni con svariati precedenti penali per reati quali furto in abitazione, lesioni personali, minaccia, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata, percosse ed oltraggio a pubblico ufficiale, giunto successivamente al bar, è intervenuto per far abbassare lievemente il volume solo dopo numerosi inviti da parte dei poliziotti.
Il bar, considerato dal questore un abituale ritrovo di pregiudicati, era già stato diffidato a gennaio, ma senza i risultati sperati: ora la polizia amministrativa valuta eventuali denunce penali per gestore e staff.


















