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Scuole d'infanzia, a settembre ci saranno 67 nuove sezioni. In classe si passa da 25 a 22 bambini

La Giunta provinciale ha approvato oggi un aggiornamento della programmazione annuale della scuola dell’infanzia in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico 2020/2021. Alle nuove sezioni sono assegnate due unità di personale insegnante e una di personale ausiliario per un totale di circa 200 unità per quanto riguarda le nuove sezioni

Pubblicato il - 07 agosto 2020 - 18:25

TRENTO. Una riduzione degli alunni per classe e un conseguente aumento delle sezioni. La Provincia di Trento ha armonizzato la programmazione annuale della scuola d'infanzia con le linee che sono arrivate dalle autorità sanitarie. 

 

Diversi gli aspetti presi in considerazione. Per prima cosa la Giunta ha confermato la ripresa della scuola dell’infanzia a settembre all’insegna della normalità, con le attenzioni per le misure di salute e sicurezza definite negli specifici protocolli di settore. Il servizio scolastico funzionerà per sette ore giornaliere dal lunedì al venerdì e a queste potranno essere aggiunte fino a tre ore per il prolungamento d’orario a richiesta delle famiglie. 

 

Tra gli aspetti rilevanti anche la decisione di rivedere il paramento di bambini per sezione. Se fino ad oggi era fissato a 25, la Provincia ha deciso di portarlo a 22. “Un intervento – ha spiegato l'assessore Mirko Bisesti – che cercheremo di far diventare strutturale. La richiesta di questo abbassamento c'era già da diversi anni”. 

 

L'obiettivo è anche quello di assicurare il servizio di orario prolungato e qualità di frequenza ai bambini con bisogni educativi speciali e sarà potenziato anche il contingente di personale insegnante assegnato inizialmente.  

 

Le aule che ospitano le sezioni dovranno rispettare i 2,4 metri quadri per bambino. Questa riduzione  determina come conseguenza un numero di sezioni maggiori di quelle attivate con l’originario programma annuale. Per questo sono 67 le nuove sezioni che si vanno a costituire rispetto alle 664 iniziali, tra scuole provinciali e scuole equiparate: 22 sono le nuove sezioni per le scuole provinciali e 45 sono le nuove per le scuole equiparate.

 

Alle nuove sezioni sono assegnate due unità di personale insegnante e una di personale ausiliario per un totale di circa 200 unità per quanto riguarda le nuove sezioni. 

 

Inoltre per assicurare tempi adeguati nell’apertura degli spazi scolastici per l’accoglienza dei bambini al mattino e per le uscite, per l’igienizzazione degli spazi e degli arredi e per le varie necessità legate al funzionamento della scuola, la Giunta ha previsto un potenziamento di orario anche per il personale ausiliario.

 

Le critiche dei sindacati

 

Cgil, Cisl e Uil lamentano il fatto che non è stato ancora comunicato dove saranno attivate le nuove sezioni, pur essendo probabile che gran parte siano su Trento e Rovereto. La preoccupazione dei sindacati è, però, legata agli organici. “E’ fondamentale che questi posti aggiuntivi vengano inseriti subito in chiamata diretta – spiegano Bianca Francesconi di Flc Cgil, Stefania Galli di Cisl Scuola ed Ennio Montefusco di Satos -. In questo modo sarà possibile assegnare supplenze annuali. In caso contrario temiamo che molti di questi posti possano restare scoperti con conseguenze negative per i bambini e le bambine”. Fondamentale per il mondo sindacale è anche affrontare e risolvere la posizione delle coordinatrici pedagogiche, figure che negli anni hanno visto aumentare il carico di mansioni burocratiche a scapito della funzione pedagogica.

 

Sugli organici aggiungono: “La scuola dell’infanzia soffre di una carenza di personale insegnante. E’ giunto il momento di fare un ragionamento di ampio respiro sollecitando un ampliamento dei posti disponibili alla facoltà di Scienze della formazione primaria di Bressanone, o ad un’attivazione del corso a Trento. Allo stesso tempo è necessario superare alcune differenze contrattuali che oggi esistono per il personale precario dell’infanzia e della primaria: chi ha un contratto a tempo annuale alle elementari viene retribuito su 12 mesi, quelli dell’infanzia su 10. E’ ovvio che chi ha la possibilità di scegliere opti per la strada più conveniente. E’ ora di risolvere questa questione contrattuale”.

 

Infine la questione dei test sierologici per il personale della scuola, che verranno somministrati su base volontaria. Le tre sigle sindacali sono favorevoli a rendere disponibili i test, ma non capiscono per quali ragioni sarebbero esclusi dalla somministrazione insegnanti e operatori d’appoggio precari. “E’ un non senso, perché la tutela della salute vale per tutti. Si sottovaluta inoltre che nel prossimo anno scolastico il personale precario sarà comunque più numeroso per lo sdoppiamento delle classi”. Del resto in questa direzione va il protocollo siglato ieri tra segreterie nazionali e governo sulla ripartenza della scuola. “A livello nazionale è stato condiviso che i test diagnostici siano resi disponibili a tutto il personale, di ruolo e supplente. Non si capisce perché il Trentino debba fare di meno”, concludon.

 

 

 

 

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