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Si perde e si blocca sopra salti di roccia a 1.700 metri. Un escursionista soccorso dall'elicottero ai tempi del coronavirus

Impossibilitato a tornare indietro, il 50enne si è trovato costretto a chiamare i soccorsi. E' sempre bene ricordare che se le autorità, supportate dal parere di un comitato scientifico competente, ci hanno imposto di rimanere a casa limitando, di fatto, libertà che consideriamo inalienabili, c'è un motivo (più che valido)

Pubblicato il - 05 April 2020 - 23:07

BELLUNO. Nonostante le restrizioni, si è avventurato per una escursione ma si è perso e quindi è rimasto bloccato sopra salti di roccia a 1.700 metri di quota circa.

 

Necessario l'intervento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore con a bordo i soccorritori di Longarone, che si è levato in volo per localizzare il 50enne di Ponte nelle Alpi, mentre un'altra squadra del Soccorso alpino, proveniente da Belluno, si è anche preparata per eventualmente entrare in azione da terra. 

 

Il 50enne è partito intorno alle 9 di domenica 5 aprile per una passeggiata senza prendere in considerazione le disposizioni e le restrizioni del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri per fronteggiare l'emergenza Covid-19.

 

Tutto è precipitato, quando l'escursionista si è perso e ha sbagliato sentiero per bloccarsi sopra salti di roccia. Impossibilitato a tornare indietro, il 50enne si è trovato costretto a chiamare i soccorsi.

 

La macchina dei soccorsi è entrata subito in azione e l'escursionista è stato individuato nel corso di alcune rotazioni dell'elicottero.

 

Il 50enne è stato recuperato tramite verricello e quindi trasportato a valle. Fortunatamente è uscito illeso, ma verrà multato per la violazione dei provvedimenti assunti dalle autorità. 

 

Alcuni movimenti sono stati registrati anche nelle zone di montagna in Trentino. E' sempre bene ricordare che se le autorità, supportate dal parere di un comitato scientifico competente, ci hanno imposto di rimanere a casa limitando, di fatto, libertà che consideriamo inalienabili, un motivo (più che valido) c'è. Non si tratta solo di proteggere le fasce più deboli della popolazione e cercare di contenere una diffusione sempre più importante anche in Trentino. In ballo c'è la tenuta del nostro sistema sanitario nazionale e, quindi, la salute di tutti.

 

Se decidete, in barba alle restrizioni, di andare a farvi una passeggiata in montagna (perché "tanto non incontro nessuno") e malauguratamente vi fate male o comunque dovete chiamare l'elisoccorso, mettete in difficoltà un intero sistema. 

 

Gli sforzi sono, necessariamente, rivolti su un altro fronte. Uscendo mettete in difficoltà e non rispettate anche chi, magari, aspettava un intervento da tempo e, ora, deve rinunciarvi perché la situazione è difficile (Qui articolo) e il sistema sanitario continua a non potersi permettere di accogliere nuovi pazienti (Qui articolo).

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