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| 15 giu 2020 | 13:43

Si rifiuta di dare le proprie generalità e al grido di “Non potete fare come in America” si lancia contro i carabinieri. Arrestato un 21enne

Un 21enne è stato arrestato a Salorno dopo aver aggredito i carabinieri che gli chiedevano le generalità. Intervenuti per riportare alla calma dei giovani palesemente ubriachi, i militari hanno dovuto assistere ad una scena surreale, con il soggetto che si strappava la maglietta e inveiva loro contro, prima di scagliarsi contro la pattuglia. Diversi i reati di cui viene accusato

Si rifiuta di dare le proprie generalità e al grido di “Non potete fare come in America” si lancia contro i carabinieri
di Redazione

EGNA. Alla richiesta di fornire le proprie generalità, ha dato avvio ad una scenata conclusasi con l'arresto e le accuse di reato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, rifiuto di fornire le generalità e manifesta ubriachezza. Il fatto è avvenuto in un bar di Salorno, dove dopo le segnalazioni di qualche avventore, una pattuglia dei carabinieri della stazione di Egna è intervenuta per riportare all'ordine la situazione, con un gruppo di giovani che aveva alzato un po' troppo il gomito.

 

All'arrivo al bar, i militari avvicinavano un gruppo formato da tre giovani di cittadinanza straniera, notandoli particolarmente alticci e richiedendo pertanto i documenti per l'identificazione. Mentre due dei ragazzi non opponevano alcuna resistenza, un terzo, 21enne originario del Marocco sino a poco tempo fa residente proprio nel Comune della Bassa Atesina e ora senza fissa dimora, assumeva un atteggiamento di sfida nei confronti della pattuglia.

 

Alla richiesta di fornire le proprie generalità, il giovane opponeva un primo rifiuto, dando di lì a breve in escandescenza. Al grido di “non potete fare come in America, solo perché sono di colore”, tentava di allontanarsi dopo aver gettato a terra la carta d'identità. Successivamente si scagliava contro i militari, che a seguito di una breve colluttazione, riuscivano ad immobilizzarlo e a trarlo in arresto.

 

Portato al comando di Egna e dimostratosi ancora piuttosto agitato, il soggetto veniva a quel punto trattenuto fino a che, smaltita un po' la sbornia, non cadeva addormentato. Dell'arresto veniva così avvisato il sostituto procuratore della Repubblica di Bolzano, il quale, considerato anche lo stato psicofisico dell'indagato, ne disponeva la traduzione alla casa circondariale di via Dante, nel capoluogo altoatesino.

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