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Trento, i 'Tre portoni' si stanno deteriorando. Il Comune interviene per il restauro

L'intervento sarà finanziato dall'A22. In particolare la crescita di piccola vegetazione sul lato di via Madruzzo fa presupporre che ci siano zone di vulnerabilità nelle malte tra le pietre

Pubblicato il - 27 febbraio 2020 - 16:56

TRENTO. I “Tre portoni” saranno rimessi a nuovo. E' di circa 20 mila euro l'importo previsto dal Comune di Trento per il restauro dell'importante manufatto.

 

L'obiettivo è quello di ripristinare le condizioni di conservazione del portale posto all'incrocio tra via Madruzzo e via Santa Croce con una metodologia d'intervento che si differenzierà in base alla tipologia di degrado da affrontare.

 

L'intervento sarà importante anche per valorizzare il punto di intersezione tra via Madruzzo e via Santa Croce, tenendo conto della grande importanza storica di quel percorso, resa attuale dalla presenza del sottopasso alla ferrovia che consente di raggiungere il Muse, il palazzo delle Albere e l'omonimo quartiere.

 

L'alto livello di deterioramento del monumento richiede una scelta attenta della metodologia e dei prodotti da utilizzare. In particolare la crescita di piccola vegetazione sul lato di via Madruzzo fa presupporre che ci siano zone di vulnerabilità nelle malte tra le pietre. Perciò saranno pulite le superfici di pietra, sarà rimossa la vegetazione infestante e saranno riempiti, dove necessario, i giunti di malta. Dopodiché si dovranno valutare gli interventi necessari per consolidare la pietra e la tipologia specifica di protettivo finale da stendere sulle superfici.

 

Il manufatto dei tre portoni è un bene di proprietà comunale tutelato in quanto tale ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio. Esso indicava l'accesso monumentale a palazzo delle Albere, residenza suburbana dei Madruzzo che si raggiungeva percorrendo fino al suo termine l'antico viale costeggiato da pioppi.

 

La realizzazione del portale è collocabile nell'epoca successiva alla costruzione del palazzo delle Albere (1530) e dei lavori di costruzione che proseguirono intorno al 1550 su commissione di Cristoforo Madruzzo, prima dell'inizio del Concilio di Trento.

 

L'importo per i lavori di restauro del manufatto è di 20mila euro, raccolti con il finanziamento Art Bonus. In questo caso l'intervento sarà finanziato grazie all'A22.

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