"Erbacce e macchie nere di muffa stanno rovinando le mura duecentesche di Trento", Pattini e Uez chiedono l'intervento del Comune: "Bisogna agire subito"
La richiesta contenuta in una interrogazione del gruppo "Autonomisti per Trento" con la quale si chiede al Comune, in accordo con la Soprintendenza dei beni culturali, di intervenire

TRENTO. “Pulizia e decoro delle Mura Vanghiane duecentesche superstiti in Via degli Orti a Trento” a chiederlo con una interrogazione sono i consiglieri comunale del gruppo “Autonomisti per Trento”, Alberto Pattini e Tiziano Uez.
Il circuito difensivo di Trento, come descritto nel documento, conta tre cinte murarie realizzate in tre epoche successive. La prima cinta è di epoca romana e risale al III secolo d.C. Nel corso del VI-VII secolo venne rinforzata e raddoppiata di spessore, tanto che nel Duecento le mura romane erano ancora conservate.
Un successivo ampliamento dell’area urbana nel corso del medioevo portò all’inglobamento della zona posta attorno alla basilica vigiliana. La costruzione di questo secondo circuito murario sarebbe avvenuta intorno al X secolo.
La terza ed ultima cinta risale invece al XIII secolo e fu iniziata sotto l’episcopato di Federico Vanga. Venne realizzata per inglobare i rioni esterni alle mura antiche: il burgum di Sorbano , posto fuori dalla Portela, il burgum sorto attorno alla chiesa di San Pietro, esterno a Porta Oriola, il borgum novum fondato dai vescovi di Trento quale polo commerciale esterno alla città.
Ulteriore conferma circa la costruzione dell’ultimo circuito murario si ha in un documento datato al 1226 in cui si fa riferimento alle mura romane quali murus veteris civitatis.
Da parte dei due consiglieri la richiesta alla Giunta e al sindaco Ianeselli è quella se si intende “in accordo con la Soprintendenza ai beni culturali eliminare le erbacce e le macchie nere di muffa” che stanno rovinando le mura.














