Amianto a Trento, "Lo smaltimento dei materiali pericolosi deve proseguire". Pattini e Uez: "Sollecitare l'Azienda sanitaria a verificare le zone sensibili"
Il documento è stato presentato dal gruppo Autonomisti per Trento. Sono 1.729 i siti contenenti amianto censiti in Trentino dal 2012, per 550.200 metri quadrati di superficie totale

TRENTO. “Verificare periodicamente lo stato di conservazione delle coperture in amianto nella zona industriale di Spini di Gardolo e nelle altre zone sensibili della città inserite nella mappa provinciale”. A chiederlo con una interrogazione sono i consiglieri di Autonomisti per Trento, Alberto Pattini e Tiziano Uez. I due consiglieri nel documento chiedono al comune di sollecitare l'azienda sanitaria.
Sono 1.729 i siti contenenti amianto censiti in Trentino dal 2012, per 550.200 metri quadrati di superficie totale.
Di questi, 821 sono stati bonificati mediante rimozione del materiale cancerogeno, mentre dei rimanenti 908, 145 sono stati bonificati temporaneamente o con lavori di bonifica da terminare, 467 sono da bonificare e 441 da rivalutare. I dati sono inseriti nell’aggiornamento dei beni contenenti amianto approvato dalla Giunta provinciale con una delibera.
“Il lavoro di mappatura, monitoraggio – spiegano Pattini e Uez - deve proseguire per il progressivo smaltimento dei materiali pericolosi”.
Un’opera che vedrebbe la collaborazione tra i proprietari dei siti contaminati, Provincia, l’Azienda sanitaria e Comuni per tutelare i cittadini. L'obbligo di rimozione dell'amianto sussiste solo se il manufatto è friabile, danneggiato o deteriorato e può comportare quindi dei rischi per la salute.












