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Belluno
18 marzo | 18:09

Vanoi, rischio di sversamento dalla discarica di Canal San Bovo: Belluno scrive a Trento. Richiesti chiarimenti sulla gestione del sito e accesso ai monitoraggi

Come preannunciato nei giorni scorsi, la Provincia di Belluno ha mandato una lettera ufficiale alla Provincia Autonoma di Trento in merito alla questione della discarica di Ponte Ronco, a Canal San Bovo. Tre le condizioni ritenute non negoziabili poste

BELLUNO. “L’attenzione che la Provincia di Belluno ha posto sulla questione della discarica di Ponte Ronco è altissima e l’atto formale di oggi lo dimostra”. Così il consigliere delegato al demanio idrico Massimo Bortoluzzi annuncia l’invio di una lettera ufficiale ai vertici della Provincia Autonoma di Trento e, per conoscenza, alla Regione Veneto.

 

Il tema riguarda la discarica situata nel Comune di Canal San Bovo al centro delle preoccupazioni del Comitato locale per il rischio di sversamenti inquinanti sul territorio. Lì sono infatti stoccati materiali provenienti dalla bonifica dell’ex scalo Filzi, sostanze pericolose come metalli pesanti, derivati del piombo e Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa).

 

“Le immagini della discarica a ridosso dell’alveo del torrente Vanoi - spiega Bortoluzzi - parlano da sole. Il rischio chimico non è affare privato di un singolo territorio: il Vanoi confluisce nel Cismon e nel Brenta e un eventuale sversamento colpirebbe prima la montagna bellunese e poi i bacini irrigui della pianura veneta, compromettendo la sicurezza ambientale e agroalimentare di un’intera regione”.

 

Parole già espresse pochi giorni fa, quando la Provincia di Belluno era intervenuta contro l’accusa di essere rimasta in un “silenzio assordante” sulla questione (qui l’articolo). Ora la lettera preannunciata è partita e ha posto alla Provincia Autonoma di Trento tre condizioni ritenute non negoziabili: avere chiarimenti tecnici sulle modalità di isolamento e impermeabilizzazione della discarica, ottenere l’accesso ai dati dei monitoraggi effettuati finora sulla qualità di acqua e suolo, e produrre protocolli di sicurezza per la gestione di eventi meteorologici estremi che potrebbero destabilizzare il sito.

 

Nel frattempo, proseguono le interlocuzioni con Arpav per valutare l'attivazione di stazioni di campionamento in territorio bellunese. “È fondamentale - ribadisce Bortoluzzi - stabilire un ‘punto bianco’, cioè un riferimento certo dell’attuale stato delle acque a partire dal quale monitorare e contestare legalmente qualsiasi variazione futura”.

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