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Belluno
17 marzo | 06:44

Vanoi, la Provincia di Belluno interpella Trento: "Non resteremo a guardare, servono chiarimenti sulla discarica: rischio inquinamento su tutto il Veneto”

A tornare sulla questione Vanoi è il consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, che risponde alle accuse di “silenzio assordante” della Provincia di Belluno in merito al rischio di potenziali sversamenti chimici dalla discarica di Ponte Ronco. A breve sarà infatti inviata una comunicazione alla Provincia di Trento per chiedere garanzie sull’isolamento dei materiali

BELLUNO. "Non c'è alcun 'silenzio assordante' da parte nostra, ma un’attenzione altissima e un’azione concreta già avviata". Così il consigliere provinciale delegato al demanio idrico Massimo Bortoluzzi torna sulla questione Vanoi e, in particolare, sui rischi legati alla discarica di Canal San Bovo.

 

Il punto sono infatti le preoccupazioni del Comitato locale sulla discarica di "Ponte Ronco" nel Comune di Canal San Bovo in Trentino e il potenziale rischio di sversamenti chimici nel torrente Vanoi. Un tema non nuovo, su cui numerose perplessità sono già state espresse in passato per la potenziale contaminazione dell’asse Vanoi-Cismon-Brenta.

 

"Capisco e condivido l'allarme dei cittadini: le immagini della discarica in adiacenza all'alveo – prosegue Bortoluzzi - parlano da sole. Parliamo di materiali provenienti da siti delicatissimi come l’ex scalo Filzi, carichi di potenziali contaminanti come Ipa, metalli pesanti e derivati del piombo. Sostanze che non restano confinate in un territorio, ma seguono il corso dell'acqua”.

 

Il problema potrebbe infatti essere più ampio secondo il consigliere. Per questo la Provincia di Belluno ribadisce ora il suo impegno, già avviato a novembre con la richiesta ad Arpav di attivare una stazione di campionamento in territorio bellunese (qui l’articolo). “È fondamentale – spiega Bortoluzzi - stabilire un 'punto bianco', cioè un riferimento dell'attuale stato delle acque per monitorare ogni minima variazione nei prossimi anni. La risposta dell’ente, che definisce la situazione 'sotto controllo' pur subordinando ulteriori analisi a nuovi finanziamenti, non ci ferma: la salute dei cittadini e l'integrità dei corpi idrici non sono negoziabili".

 

Un eventuale inquinamento chimico delle acque, che arrivano ai bacini irrigui della pianura veneta, interesserebbe però l'intera Regione: per questo, secondo Bortoluzzi l’impegno deve andare oltre. "Nei prossimi giorni – prosegue - scriverò alla Provincia di Trento per chiedere chiarificazioni immediate sulle modalità di stoccaggio e sulle garanzie di isolamento dei materiali. Anche se il sito è in territorio trentino, le conseguenze di un eventuale inquinamento ricadrebbero interamente sul Veneto".

 

"Nonostante la discarica sia situata interamente fuori dalla nostra giurisdizione diretta, non resteremo a guardare. Non parliamo solo della diga – conclude – ma anche della qualità dell’acqua e come ho fatto per la battaglia contro la prima, continuerò a lottare anche contro questa potenziale minaccia ambientale. Non ci fermeremo finché non avremo garanzie certe e monitoraggi costanti".

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