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Truffe online, alcune vittime raggirate 7 volte di fila. Così i malviventi potevano intascare fino a 4000 euro

Intascavano la caparra e poi sparivano nel nulla, oppure convincevano le vittime-venditori ad effettuare degli accrediti sulla carta dello stesso truffatore. A seguito delle indagini della polizia sono state denunciate 8 persone in tutta Italia

Pubblicato il - 21 gennaio 2020 - 10:11

RIVA DEL GARDA. Le modalità sono quasi sempre le stesse, spiegano gli agenti del commissariato di Riva del Garda: nella maggior parte dei casi infatti la vittima, dopo aver effettuato una ricerca online e ave ritrovato l’oggetto desiderato, si metteva in contatto con il venditore. Dopodiché, in segno di buona volontà, per confermare l’acquisto viene versata una caparra.

 

Il più delle volte però il venditore-truffatore, una volta intascata la caparra, si dileguava. “Spesso rintracciare l’autore della truffa risulta particolarmente complesso – spiega la questura – perché i truffatori utilizzano utenze telefoniche mobili e carte postepay con intestazioni false e sempre più spesso, realizzano siti civetta collocati all’estero dove è ancora più difficile rintracciarli”. Il “trucco” sta nel fatto che generalmente il venditore propone alla propone alla vittima di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay in quanto, sarebbe il miglior metodo di pagamento immediato. Intascati i soldi il truffatore si dilegua, ma in taluni casi, per i meno avveduti, la stessa operazione è stata ripetuta più volte con diversi acconti.

 

C’è però anche un altro tipo di truffa che sta prendendo piede in questi anni, un mix tra componenti “tradizionali e innovativi” dove i ruoli sono ribaltati. In questo tipo di espedienti infatti, ad essere truffato è chi mette in vendita oggetti online, il truffato viene contattato dal truffatore, il quale si mostra interessato all’acquisto e propone alla vittima, anche in questo caso, di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay. La vittima viene quindi convinta a recarsi in uno sportello Postamat ed esegue le operazioni sulla base delle indicazioni telefoniche del truffatore. La procedura è sempre identica: la vittima digita i codici che gli vengono dettati (altro non sono che il numero seriale della Carta Postapay del truffatore) poi, distratta dalle domande che il truffatore gli pone riguardo al bene venduto, non realizza che in quel momento sta caricando la Postapay dell’autore dell’inganno.

 

Generalmente l’operazione viene ripetuta una seconda volta. Il truffatore, infatti, carpita la fiducia della vittima, la convince a ripetere l’operazione di pagamento perché la prima non era andata a buon fine. Vi sono stati casi in cui il malfattore è riuscito a convincere la vittima ad effettuare 7 volte l’operazione. Questo tipo di truffa, causa generalmente danni economici per un valore tra i 500 e i 4000 euro.

 

Citando alcuni casi concreti, in un episodio l’autore di una truffa residente nella provincia di Novara che utilizzando un noto sito per la vendita, acquisto di automobili, aveva incassato un anticipo di 1300 euro per la presunta vendita di una autovettura. Oppure un uomo di Napoli che sempre con le stesse modalità aveva incassato, quale anticipo 850 euro per l’acquisto di un motore. E ancora, un cagliaritano aveva offerto un cellulare Iphone X per, pubblicizzandolo attraverso Facebook, per un valore di 500 euro, ed infine, una donna di Milano per la compravendita di un robot da cucina per un controvalore di 1300 euro.

 

“Le truffe – commenta il vicequestore Salvatore Ascione – per essere realizzate hanno bisogno della collaborazione volontaria, anche se estorta con l’inganno, della vittima. Spesso abbiamo registrato che questo tipo di reato colpisce non solo persone che hanno conoscenze limitate del mondo online ma, anche persone avvezze a scambi ed acquisti sui siti che, però, tralasciano la proverbiale attenzione del buon padre di famiglia incorrendo nei trabocchetti dei truffatori”. Le vittime una volta realizzato che sono incorse in un inganno denunciano, sempre più spesso il reato, nella speranza di riuscire a recuperare il denaro. In diverse occasioni indagini particolarmente efficaci riescono ad individuare gli autori delle truffe e denunciarli all’autorità giudiziaria.

 

In due mesi, le meticolose indagini condotte negli ultimi due mesi dal commissariato di Riva del Garda hanno scovato 8 malviventi che sono stati denunciati a piede libero per truffe perpetrate ai danni di cittadini residenti nei comuni dell’Alto Garda. “Per contrastare questi fenomeni – continua Ascione – rimane indispensabile molta attenzione e, in certi casi, una sana diffidenza ed in particolare per tutte quelle operazioni di pagamento apparentemente non convenzionali”.  Per questo motivo la Polizia di Stato, sulla base dell’esperienza ed al fine di aiutare i cittadini a prevenire queste forme di devianza, ha elaborato una serie di consigli, facilmente reperibili sul sito istituzionale, utili per evitare di cadere nelle tante trappole della rete (QUI articolo).

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