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Vaccino anti-Covid, l'Aifa risponde alle domande degli italiani. Da "Quali sono le reazioni avverse?" a "Si potrà tornare alla vita normale?"

"Non è stata saltata nessuna delle fasi di sperimentazione". "Il vaccino dovrebbe essere efficace anche contro la variante inglese". Queste sono alcune delle risposte date dall'Aifa riguardo al vaccino anti-Covid arrivato oggi in Italia

Di Mattia Sartori - 25 dicembre 2020 - 16:16

TRENTO. Con le prime dosi di vaccino ormai in territorio italiano e l’inizio della somministrazione prevista per domenica 27 dicembre, il dibattito sul vaccino continua ad intensificarsi. Tra chi dice che se potesse sarebbe il primo in fila e chi si sottrae all’ago con convinzione si trovano tutte le sfumature d’opinione possibili e immaginabili.

 

Tutta questa discussione però non porta certo chiarezza. Piuttosto confonde molte persone, soprattutto quando ad essa i aggiungono i famosi “leoni da tastiera”, sempre pronti a spacciare semplici opinioni come verità accertate. Per questo, vista anche la delicata situazione in cui versa il mondo, l’Aifa ha deciso di rilasciare un documento in cui fa chiarezza sul vaccino anti-Covid, rispondendo ad alcune delle domande più comuni.

 

Da “Cos’è e a cosa serve il vaccino?”, passando per “Funzionerà contro la variante inglese?” fino ad arrivare a “Consente di tornare alla vita di prima?” il documento si propone come una fonte ufficiale di risposte ai dubbi che in questi tempi assillano gli italiani.

 

Di seguito ilDolomiti.it propone una selezione di risposte ad alcune delle domande più controverse, ma allega il file completo per ulteriori consultazioni.

 

La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto?

Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i  tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche  già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a  disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.

 

Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 o altre alterazioni genetiche?

 Questo vaccino non utilizza virus attivi, ma solo una componente genetica che porta nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici. Non sono coinvolti virus interi o vivi, perciò il vaccino non può causare malattie. L’mRNA del vaccino come tutti gli mRNA prodotti dalle cellule si degrada naturalmente dopo pochi giorni nella persona che lo riceve.

 

Quali reazioni avverse sono state osservate?

Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su 100. Debolezza nei muscoli di un lato del viso (paralisi facciale periferica acuta) si è verificata raramente, in meno di 1 persona su 1000.

 

È stata segnalata una nuova variante del virus SARS-CoV-2: il vaccino sarà efficace anche verso questa nuova variante?

I virus a RNA come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. Molte varianti di SARS-CoV-2 sono state segnalate nel 2020, ma finora queste varianti non hanno alterato il comportamento naturale del virus. La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superfice del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione.

 

Le donne in gravidanza o che stanno allattando e le persone con immunodeficienza o malattie autoimmuni possono vaccinarsi?

Per entrambe queste categorie i dati raccolti sono ancora troppo limitati, ma gli studi effettuati fino ad ora non sembrerebbero mostrare controindicazioni all’uso del vaccino da parte di queste persone. Nei casi di donne in gravidanza e di soggetti immunodepressi la vaccinazione è comunque consigliata in quanto rientrano in categorie ad alto rischio di Covid-19. È comunque consigliabile consultare il medico prima di sottoporsi al vaccino.

 

La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?

Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.

 

Il file completo:

 

 

 

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