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Vede gli agenti e scappa in bici, un 52enne bloccato dopo un inseguimento in auto e di corsa

Prima di scappare a piedi ha gettato a terra un involucro contente hashish e cocaina. Il 52enne è stato trovato inoltre in possesso di una somma di poco inferiore ai 500 euro in bancone di piccolo taglio

Pubblicato il - 07 ottobre 2020 - 18:01

TRENTO. Un 52enne è stato visto da agenti in borghese intrattenersi nelle vicinanze del palazzo della Regione con una persona nota quale consumatore di sostanze stupefacenti. 

 

Insospettiti dall’atteggiamento dell'uomo di origine algerina, gli agenti si sono avvicinati ma il 52enne si è velocemente allontanato in bicicletta diretto verso il centro storico.

A bordo del veicolo di servizio, gli agenti hanno intercettato il 52enne in via del Suffragio e quindi hanno posizionato l'auto di traverso lungo la carreggiata. Alla vista dei poliziotti, l'uomo ha gettato a terra la bici per scappare di corsa sotto i portici.

 

Dopo un breve inseguimento, il 52enne è stato bloccato dagli agenti all'altezza del passaggio Dorigoni. Prima di essere fermato, l'uomo ha gettato a terra un involucro con all'interno due pezzi di hashish e sette palline di nylon contente della cocaina. 

Il 52enne, irregolare sul territorio nazionale e già colpito da decreto di espulsione, senza fissa dimora e privo di occupazione, è stato trovato inoltre in possesso di una somma di poco inferiore ai 500 euro in bancone di piccolo taglio. 

 

Da un successivo controllo, sono emerse anche numerosi altri precedenti a carico dell'algerino in materia di stupefacenti e di reati contro il patrimonio, così come per la violazione della normativa sugli stranieri. 

 

L'uomo è stato quindi arrestato e portato alla camera di sicurezza del comando di via Maccani in attesa del processo con rito direttissimo. La sostanza stupefacente e il denaro sono stati posti sotto sequestro.

Nel corso dell'udienza per direttissima, il giudice ha convalidato l'arresto e i sequestri operati dalla polizia locale. L'indagato ha patteggiato sei mesi e 20 giorni di carcere oltre ad un'ammenda di 1.200 euro, senza la sospensione condizionale della pena in quanto aveva già fruito di questo procedimento nelle precedenti condanne. Il giudice ha inoltre comminato la misura cautelare del divieto di soggiorno in tutta la Provincia di Trento.

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