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Al Catullo al via i lavori da 68 milioni di euro per allargare il terminal passeggeri. Zaia: "Saremo pronti ad accogliere il pubblico delle Olimpiadi"

L'intervento, grazie al quale l'aeroporto della Città scaligera avrà un terminal passeggeri di ultima generazione, dovrebbe concludersi per la fine del 2024, abbondantemente in anticipo sull'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026, la cui serata conclusiva si svolgerà proprio a Verona

Di Filippo Schwachtje - 28 July 2021 - 19:58

VERONA. Progetto Romeo, al Catullo posata la prima pietra dei lavori di riqualificazione e ampliamento dell'aeroporto: 68 milioni di euro di investimenti per un nuovo terminal partenze, la cui superficie passerà dagli attuali 24.840 metri quadrati a oltre 36mila, a cui si dovrà poi aggiungere la ristrutturazione di oltre 10mila metri quadrati di aree già esistenti. È stato un vero e proprio show quello organizzato per la presentazione del progetto, tra l'arrivo a sorpresa dell'orchestra diretta dal Maestro Diego Basso e la conclusione spettacolare affidata alle Frecce Tricolori, che hanno sorvolato due volte lo scalo veronese, parte del Polo aeroportuale del Nord Est insieme a Venezia, Treviso e Brescia, e gestito dal socio industriale gruppo Save.


Numerosi gli interventi sul palco, allestito per l'occasione all'interno dell'hangar dell'aeroporto, a partire dai vertici di Catullo Spa e del gruppo Save fino al presidente della regione Veneto Luca Zaia. Assenti invece il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, il cui intervento per iscritto è stato comunque presentato al pubblico, ed il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. A rappresentare il Trentino è stato l'assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli che ha evidenziato come il progetto Romeo sia “importante per la sua portata e strategicità" anche per il nostro territorio e come il Catullo rappresenti “la porta verso il Trentino, tanto che sarà interessato da una campagna di comunicazione ad hoc e il logo della farfalla apparirà sulla facciata dell'aeroporto a partire da ottobre e per i prossimi sei anni. Ciò non significa che guardiamo con interesse soltanto agli ospiti che ci possono raggiungere dalle località più lontane, ma anche al traffico business". Il progetto Romeo è “strategico non solo dal punto di vista delle prospettive economiche future, ma anche dal punto di vista delle positive ricadute territoriali rese possibili grazie alla crescente importanza di questo aeroporto, che acquisirà ulteriore valore e maggiore rilevanza in vista dei Giochi olimpici invernali 2026".

 

A ribadire l'importanza del rapporto tra l'aeroporto della Città scaligera ed il Trentino anche il presidente del gruppo Save Enrico Marchi. “Il significato di questo progetto è molto profondo – ha dichiarato – e rappresenta una convergenza di tutti gli stakeholder, gli azionisti e le istituzioni per far crescere un aeroporto che ha come riferimento non solo la città di Verona ma tutto il Veneto e anche il Trentino. Questo è l'aeroporto del Veneto e del Trentino. Spiace per l'assenza di Fugatti ma stiamo lavorando bene con le autorità trentine, come si può vedere con la grande pubblicità del Trentino presente all'interno dello scalo. Questa ritrovata convergenza è il modo migliore per sviluppare l'aeroporto. L'evento di oggi rappresenta la prova tangibile dell'importanza di fare sistema. Save è sempre stata convinta della necessità di realizzare il progetto Romeo e dopo aver dato il nostro contributo al riassetto generale dello scalo e dei suoi asset economici, oggi siamo pronti a dare avvio ai lavori per guardare al futuro con ritrovato ottimismo, pronti a continuare ad investire nella crescita del Catullo e del Sistema del Garda, asset strategico per l’area servita”.


Come evidenziato dai vertici dello scalo veronese, la riqualificazione dell'aeroporto avrà infatti una valenza strategica per tutto il territorio ed in particolare per l'area del Garda, rafforzando la funzione di Verona e dell'hinterland come snodo cruciale per il traffico passeggeri del nord Italia e affidando al Catullo un ruolo di cerniera tra una delle aree più produttive e dinamiche del nostro Paese, l'Europa e il resto del mondo. L'investimento complessivo per il progetto Romeo supera come detto i 68 milioni di euro, ed è stato possibile anche grazie all'aumento di capitale di 35 milioni votato lo scorso maggio all'unanimità dai soci della Catullo e che oggi risulta interamente sottoscritto. Nel dettaglio si parla di 11.500 metri quadrati di ampliamento, 10.000 di riqualificazione ed un totale di oltre 36mila metri quadri di terminal passeggeri, che consentirà una capacità di 5 milioni di passeggeri all'anno. All'Hall partenze ci saranno 46 banchi per il check-in, nella sala imbarchi al primo piano verranno realizzati 19 gate d'imbarco di cui 6 serviti da torrini. Le aree commerciali e servizio dei passeggeri, oltre che il duty free, saranno ampliate e rinnovate, come la zona security, che sarà dotata di un nuovo impianto per la gestione dei bagagli da stiva.

 

Il tutto con un occhio di riguardo particolare alla sostenibilità ambientale: grazie all'efficientamento energetico si stimano 80mila kWh/anno e 700 tonnellate/anno di Co2 risparmiati, oltre a un minor consumo di circa 1.200.000 kWh/anno grazie anche all'installazione di 200 moduli fotovoltaici antiriflesso di ultima generazione e all'utilizzo del 40% di materiali riciclati e a loro volta riciclabili. “L'attenzione all'ambiente, la ricerca di materiali e soluzioni eco sostenibili – ha dichiarato l'amministratrice delegata di Catulla Spa e del gruppo Save Monica Scarpa – e ancora le tecnologie di ultima generazione che abbiamo voluto impiegare in questo progetto sono la testimonianza di come oggi un'infrastruttura aeroportuale possa essere inserita in un territorio diventandone pivot della crescita sostenibile e parte integrante, e integrata, di un'area dall'alto valore ambientale come quella del Garda. I lavori saranno divisi in 6 macro-fasi in successione per non dover mai chiudere la struttura”.


Quello relativo al progetto Romeo, ha spiegato il presidente di Catullo Spa Paolo Arena: “E' un investimento strategico, nonché il più rilevante realizzato in regione nel periodo post pandemia, con il quale puntare ad uno scalo sempre più all'avanguardia e competitivo a tutti i livelli. La struttura verrà completamente ammodernata, proiettando il nostro aeroporto a gestire il doppio dei passeggeri che stavamo gestendo prima della pandemia. Lo scalo rimarrà aperto e continuerà a crescere, abbiamo un piano operativo per avere più frequenze e più rotte per una crescita continua. Il valore di questi lavori supera di gran lunga quello economico perché potrà fungere da moltiplicatore di risorse e leva strategica capace di attivare sinergie tra tutti gli scali del territorio favorendo così la crescita del commercio e delle economie locali”.

 

“Il Veneto si dimostra ancora una volta all’avanguardia nell’accoglienza, nell’uso di tecnologie di ultima generazione e nella sostenibilità – ha dichiarato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia -. Grazie alla partnership tra i soci pubblici e privati Verona sarà pronta già dal 2024 ad accogliere al meglio visitatori e sportivi in vista dell’appuntamento olimpico di Milano-Cortina del 2026. E lo farà con una veste interamente rinnovata, quella dello scalo Valerio Catullo che, assieme agli altri aeroporti del Veneto rappresenta già oggi una delle porte di accesso privilegiate al nostro territorio. Investimenti di lungo periodo, visione strategica e crescita sostenibile sono i principi alla base del progetto inaugurato oggi e sono gli stessi su cui si fonda anche la programmazione infrastrutturale della nostra Regione”.


Ha parlato di “grandi sfide alle quali ci faremo trovare pronti” poi il sindaco di Verona Federico Sboarina, ribadendo l'importanza del ruolo di città olimpica nel 2026. “Crediamo fortemente nella potenzialità del nostro territorio e nei suoi asset strategici – ha detto Sboarina -. L'aeroporto Catullo è uno di questi e rappresenta un importante volano di crescita, che da oggi vede avviare una nuova stagione. L'attuazione del Piano di Sviluppo, con la posa della prima pietra del terminal partenze, è infatti uno snodo di cui beneficeranno la città e l'intera provincia di Verona. Il Progetto Romeo permetterà al nostro scalo di aumentare le capienze e di fornire servizi migliori ai passeggeri, oltre ad essere una grande opera pubblica che aiuta la ripresa”.

 

In conclusione, dopo l'entrata in scena a sorpresa di un'orchestra diretta dal Maestro Diego Basso che ha accompagnato (dopo la 'benedizione' del vescovo di Verona, arrivato per l'occasione all'aeroporto) la posa della prima pietra del nuovo progetto, sopra lo scalo veronese sono poi volate due volte le Frecce Tricolori.

 

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