Bocciato il ricorso di Valduga, la Cassazione conferma il danno erariale per il caso della nomina del direttore generale del Comune
I giudici della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell’ex sindaco di Rovereto e oggi consigliere provinciale di Campobase sul caso della nomina del direttore generale del Comune

ROVERETO. Per la cassazione il ricorso di Francesco Valduga è inammissibile. La vicenda riguarda la nomina nel 2016 del direttore generale del Comune di Rovereto.
Un procedimento che non è comunque ancora chiuso perché c'è pendente un ricorso. L'ex sindaco di Rovereto e oggi consigliere provinciale di Campobase, con riferimento alla prima consiliatura dal 2016 al maggio 2020, ha presentato istanza di revocazione.
Nel ricorso, l'ex sindaco si è affidato a tre motivi: i pareri positivi e i controlli sulla procedura di nomina che non sono stati contestati, la sentenza del Tribunale ordinario che aveva dichiarato la falsità del verbale di udienza in cui erano state riportate dichiarazioni utilizzate dai giudici d’appello a sostegno dell’elemento doloso e che la Corte dei Conti avrebbe "esorbitato dai limiti della propria giurisdizione".
Non è così per la Corte di cassazione e ora c'è l'ordinanza del 12 maggio scorso che ritiene inammissibile il ricorso di Valduga, assistito dall'avvocata Silvia Zancanella, contro la sentenza della Sezione giurisdizionale d’appello che aveva confermato la condanna dell’ex sindaco per il caso Amadori, con una revisione al ribasso del danno erariale, per il consigliere provinciale, per il segretario generale e per il capo del personale. Una condanna a versare complessivamente circa 80 mila euro contro la contestazione da mezzo milione.
La Corte dei Conti aveva condannato anche gli altri componenti della Giunta comunale: gli assessori in carica all’epoca dovrebbero pagare 1.500 euro ciascuno per il primo mandato (escluso - solo per il primo procedimento - Ivo Chiesa, assente nel momento di formalizzare dell’incarico a direttore generale di Amadori).
L'ex sindaco poi aveva confermato Amadori anche durante il secondo mandato e quindi era stata aperta un'ulteriore contestazione.
Per la vicenda agli assessori è stata contestata la colpa, mentre a Valduga la sentenza aveva attribuito il dolo. Una vicenda complessa che aveva interessato anche la sfera politica (Qui articolo).












