Caso Amadori, Valduga condannato in appello dalla Corte dei Conti: "La sentenza mi lascia stupito, amareggiato e deluso"
Nel commentare la decisione Valduga prende atto “con favore che il nostro ricorso è stato almeno parzialmente accolto visto che il 'danno' è stato di molto ridimensionato (dagli oltre 500.000 euro che chiedeva la procura a circa 80.000 da dividere fra 3 persone)

ROVERETO. La Terza sezione giurisdizionale centrale d'appello della Corte dei conti di Roma ritiene illegittima la nomina di Mauro Amadori a direttore generale del Comune di Rovereto. Le condanne pecuniarie riguardano l'allora sindaco e oggi consigliere provinciale Francesco Valduga, l'allora segretario Giuseppe Di Giorgio e il dirigente Mauro Viesi, che devono pagare circa 40 mila euro.
Ripercorrendo i fatti: a quattro mesi dalla sua prima elezione a sindaco di Rovereto, Valduga decide di assumere un direttore generale. Il processo di selezione dei 26 candidati al bando è portato avanti da una commissione che, tra le varie domande e curriculum presentati, identifica i 6 profili ritenuti maggiormente idonei. Tra questi poi, dopo i colloqui, Valduga sceglie Amadori.
Lo stesso Amadori però, secondo la Corte dei Conti, non avrebbe avuto i requisiti per essere assunto come dirigente, essendo all'epoca solo un funzionario. Ecco quindi che all'Amministrazione si contesta d'aver prima nominato Amadori dirigente e averlo poi fatto direttore generale. Un doppio passaggio che, secondo la magistratura contabile, rappresenta un illecito proprio in virtù della mancanza di qualifiche di Amadori, che tutt'oggi rimane direttore generale dopo la proroga arrivata lo scorso anno.
La Corte dei conti ha successivamente condannato due volte il sindaco, il segretario e il dirigente del personale ed ora in appello la decisione è stata confermata nonostante sia diminuito l'importo che deve essere pagato.
Ad intervenire sulla vicenda è l'ex sindaco Francesco Valduga con una nota. “La sentenza della Corte dei Conti, giunta ora rispetto al ricorso in appello presentato 3 anni fa, mi lascia stupito, amareggiato e deluso” e spiega che “Ancora una volta non si è voluto tenere conto della competenza primaria della Regione sugli enti locali e di come nella selezione ci si fosse mossi in linea con il regolamento degli enti locali della Regione, come ribadito dalla Regione stessa, per due volte interrogata sul tema, e confermato anche in appello da tutti gli avvocati dei diversi dirigenti comunali di Rovereto, Trento e Bolzano coinvolti”.
Nel commentare la decisione Valduga prende atto “con favore che il nostro ricorso è stato almeno parzialmente accolto visto che il 'danno' è stato di molto ridimensionato (dagli oltre 500.000 euro che chiedeva la procura a circa 80.000 da dividere fra 3 persone) ma questo non è per me sufficiente per sospendere la valutazione che farò nei prossimi giorni con i miei avvocati per eventuale ulteriore ricorso in altro grado di giudizio”.
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