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Trento
12 luglio | 06:00

Dopo il caso dell'ausiliaria di AmAmbiente che ha accusato assessore e presidente comunità, cambiano i vertici della società: ''Su 30 candidati scelti due per fedeltà politica''

L' "oggetto" del contendere è la nomina dei nuovi vertici di AmAmbiente S.p.A., la società perginese di servizi, partecipata a maggioranza dal Comune di Pergine Valsugana. Da alcune settimane la società perginese è, indirettamente, protagonista delle cronache per quanto sarebbe accaduto ad una propria dipendente, la giovane ausiliaria del traffico che sarebbe stata - secondo quanto ha raccontato - aggredita verbalmente, minacciata di licenziamento e invitata ad allontanarsi da sei uomini, tra i quali un assessore e un dipendente comunale, impegnato politicamente in altri due enti

PERGINE VALSUGANA. L'attacco è durissimo e il destinatario è il primo cittadino di Pergine Valsugana Marco Morelli. L' "oggetto" del contendere è la nomina dei nuovi vertici di AmAmbiente S.p.A., la società perginese di servizi, partecipata a maggioranza dal Comune di Pergine Valsugana.

 

Da alcune settimane la società perginese è, indirettamente, protagonista delle cronache per quanto sarebbe accaduto ad una propria dipendente, la giovane ausiliaria del traffico che sarebbe stata - secondo quanto ha raccontato - aggredita verbalmente, minacciata di licenziamento e invitata ad allontanarsi da sei uomini, che l'avrebbero accerchiata e le avrebbero impedito di comminare diverse sanzioni alle auto parcheggiate senza l'esibizione che comprovava il pagamento della sosta e, in un caso, per un mezzo parcheggiato in uno stallo dedicato alle persone con disabilità.

 

Tra le sei persone coinvolte, vi sarebbero anche l'assessore al patrimonio e cantiere comunale di Pergine Valsugana, Mauro Gretter e il dipendente comunale Andrea Fontanari, che è anche presidente della Comunità di Valle Alta Valsugana e sindaco di Sant'Orsola Terme. 

 

AmAmbiente S.p.A., dopo aver richiesto un consulto legale, ha deciso di procedere per le vie giudiziarie e ha presentato un esposto ai carabinieri, affinché venga fatta chiarezza su quanto accaduto e vengano accertate eventuali responsabilità. D'altronde l'accusa è molto grave. E' la stessa Costituzione all'articolo 54 che specifica che ''i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore'' e se venissero confermate le minacce e gli insulti all'ausiliaria del traffico di AmAmbiente saremmo certamente ben lontani da questi fondamentali principi.

 

Proprio in questi giorni è cambiata la governance della società partecipata (a maggioranza) dal Comune di Pergine e i quattro consiglieri appartenenti alle liste Civic@ per Pergine, Impegno per Pergine e Civica Oss Emer attaccano duramente il sindaco, parlando di "scelte politiche senza trasparenza" e sottolineando come "su 28 candidati, nominati i referenti del Sindaco Morelli".

 

"Con la nomina di Daniele Malacarne e Sergio Paoli nel Consiglio di Amministrazione di AmAmbiente S.p.a. - scrivono i consiglieri Casagrande, Pintarelli, Oss Emer e Betti in una nota ufficiale -, il Sindaco Marco Morelli riporta Pergine Valsugana indietro nel tempo, ad una stagione di nomine politiche senza trasparenza, dove il merito e le competenza cedono il passo alla fedeltà politica. A fronte di quasi 30 candidature pervenute, alcune delle quali provenienti da profili con curriculum di altissimo livello e competenze tecniche in ambito ambientale e gestionale, il primo cittadino ha preferito affidare l'incarico a due figure direttamente riconducibili alla sua maggioranza politica. Daniele Malacarne, già Consigliere comunale fino a qualche settimana fa e oggi referente della lista "Linea Civica Morelli Sindaco", è stato scelto nonostante la sua recente uscita dal Consiglio e la sua diretta partecipazione alla campagna elettorale dello stesso Morelli. La sua non inconferibilità è dovuta esclusivamente all'abrogazione, avvenuta pochi mesi fa, del comma 2 dell'art. 7 del D.Lgs. 39/2013. Sergio Paoli, anch'egli legato politica all'area del Sindaco (referente fondatore della lista Patto per Pergine), completa un quadro che ha poco a che fare con criteri oggettivi o trasparenti".

 

Poca trasparenza ma, visto quanto accaduto, le scelte vengono considerate anche poco "opportune", considerata la situazione delicatissima e il possibile coinvolgimento di persone che operano in seno all'amministrazione comunale.

 

"Riteniamo grave che nulla sia stato comunicato sui criteri di selezione, né sulle ragioni dell'esclusione di profili terzi o tecnici - proseguono -. Ma ciò che rende queste nomine ancora più inopportune e fuori luogo è il contesto in cui avvengono. Proprio in questi giorni, infatti, è emersa una vicenda delicatissima che vede coinvolti un Assessore e un dipendente del Comune di Pergine Valsugana, accusati da un'addetta di AmAmbiente di comportamenti aggressivi nell'ambito delle proprie funzioni (è di ieri una nostra interrogazione circa l'inerzia del Sindaco). La decisione della società di denunciare l'accaduto alla magistratura avalla l'idea che, mai come oggi, sarebbe stato necessario tenere la politica ben distante da ruoli di indirizzo in una società partecipata, garantendo imparzialità ed autorevolezza. E' questa la nuova stagione che ci presenta il Sindaco Morelli? Una stagione fatta di nomine di parte, silenzi e zone d'ombra, in piena continuità con il passato che ha segnato Pergine sino al 2013. Le minoranze consiliari valuteranno ogni strumento istituzionale per fare chiarezza su criteri, metodo e responsabilità di questa ennesima operazione discutibile. Ringraziamo, infine, le decine di autorevoli profili che hanno messo a disposizione del comune di Pergine Valsugana e di AmAmbiente S.p.A. le proprie professionalità e competenze, candidandosi speranzosi vi fossero decisioni meritocratiche".

 

A stretto giro di posta arriva anche l'interrogazione urgente presentata dagli stessi consiglieri riguardo la vicenda della quale, ormai da settimane, si dibatte non più solamente a Pergine Valsugana.

 

I fatti sarebbero accaduti a margine di un evento svoltosi sabato 7 giugno sulla "Spiaggia dei Pescatori" e, oltre allo strascico giudiziario, c'è il grande clamore mediatico suscitato dalla vicenda.

 

Nell'interrogazione, con cui i consiglieri chiedono chiarimenti sulla posizione del Sindaco, viene sottolineato come "il mancato avvio di qualsivoglia iniziativa da parte del Sindaco, implica l'assunzione di una posizione: ovvero pensare che ipoteticamente la versione della giovane sia totalmente infondata". E poi: "Ad oggi, crediamo infatti che l'unica versione per la quale risulterebbe compatibile l'esercizio della funzione assessorile con i fatti di cronaca, sia quella che assurdamente vedrebbe la ragazza aver aggredito i sei uomini (diversamente, anche la minima interferenza di un assessore nel lavoro dell’ausiliaria risulterebbe intollerabile)''. E ancora: "Ulteriori preoccupazioni derivano in seguito alle dichiarazioni pubbliche del vicesindaco e di rappresentanti della maggioranza, che sui social si sono espressi con frasi quali: "probabilmente tutto si trasformerà in calunnia" oppure "questa buffonata è durata anche troppo…", mostrando toni totalmente inadeguati, inopportuni ed inaccettabili, che denotano una grave mancanza di senso istituzionale, lasciando trapelare inoltre giudizi sommari su vicende ancora in fase di indagine".

 

E infine: "Una comunità ha il diritto di sapere se chi la guida considera credibile quanto denunciato da una lavoratrice o se, per assurdo, sarebbe disposto anche solo ad ipotizzare che l'aggressione sia stata da parte di una giovane ausiliaria ai danni di 6 uomini (unica versione per la quale gli interroganti ritengono corretto non prendere provvedimento alcuno)".

 

Le richieste degli esponenti di Civic@ per Pergine, Impegno per Pergine e Civica Oss Emer al sindaco Morelli?

 

"Qual è la sua posizione in merito? Come giudica il Sindaco le dichiarazioni rilasciate sui social dal vicesindaco e da un altro esponente riconducibile alla maggioranza? Ritiene verosimile la versione della giovane addetta oppure quella degli uomini coinvolti, in particolare dell'assessore e del dipendente comunale? Per quale ragione non ha immediatamente denunciato l'accaduto all'Autorità giudiziaria e non ha informato il Consiglio comunale? Per quale motivo, a oltre un mese di distanza, non ha intrapreso alcun provvedimento precauzionale, né nei confronti dell'assessore coinvolto né del dipendente del Comune? Ritiene congruo, in termini di etica pubblica e rispetto delle istituzioni, che un componente della Giunta e un dipendente pubblico rimangano nelle rispettive funzioni mentre sono oggetto di accuse così gravi? Se e quando intende intende assumere un’iniziativa formale per tutelare il decoro dell’amministrazione comunale e la serenità delle lavoratrici e dei lavoratori tutti?".

 

Una serie di domande a cui il primo cittadino perginese dovrà rispondere nel più breve tempo possibile.

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