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Trento
05 luglio | 13:54

Ausiliaria del traffico aggredita verbalmente, opposizioni all'attacco: "Era la festa del centro destra perginese. Il sindaco chiede chiarezza, ma perché non denuncia lui?"

"Come può predicare legalità e rigore, salvo tacere di fronte ad episodi tanto delicati e potenzialmente lesivi dell'immagine e della credibilità delle istituzioni? Serve trasparenza vera, non comunicazione tardiva. Serve una condotta politica ed amministrativa all’altezza del ruolo pubblico ricoperto. E quindi, se - a detta del Sindaco - vi è bisogno di una denuncia per chiarire, perché dopo quasi un mese non l’ha presentata lui, quale primo cittadino della terza città del Trentino, posto che i fatti interessano una partecipata del Comune ed un membro della sua Giunta?" chiedono i consiglieri delle tre civiche d'opposizione

PERGINE VALSUGANA. Le opposizioni vanno all'attacco e il "bersaglio" è il sindaco di Pergine Valsugana Marco Morelli.

 

Chiedendo, in buona sostanza, al primo cittadino perginese, eletto alla guida del terzo comune più popoloso del Trentino a capo della coalizione di centro destra: "Perché se vuole la chiarezza non si muove in prima persona e presenta lui una denuncia?".

 

La vicenda "di riferimento", ormai nota in tutta la Provincia e che ha assunto i connotati della notizia di carattere nazionale, è quella della giovane ausiliaria del traffico di AmAmbiente che, mentre si apprestava a comminare alcune multe (Qui articolo) per auto prive di tagliando e per una macchina parcheggiata su di uno stallo per disabili senza il necessario permesso, sarebbe stata - da quanto riportato da lei stessa - accerchiata da sei uomini, tra cui un assessore e un dipendente comunale (che risulta essere impegnato politicamente in un altro ente), che l'avrebbero aggredita verbalmente, minacciata di licenziamento e invitata ad andarsene (senza, ovviamente, aver emesso le sanzioni) con uno dei presenti che le avrebbe anche appoggiato una mano sulla spalla.

 

Un fatto che, se confermato, sarebbe gravissimo. Della vicenda è stato immediatamente informato il primo cittadino di Pergine Valsugana, il sindaco in carica da un mese e mezzo Marco Morelli, che il lunedì successivo all'accaduto - il 9 giugno - ha incontrato i vertici di AmAmbiente e la stessa ausiliaria del traffico, che davanti al sindaco (e al segretario comunale, anch'egli presente) ha ripetuto la propria versione dei fatti.

 

Ne sono seguiti una domanda d'attualità in consiglio comunale da parte delle minoranze, che hanno chiesto lumi a riguardo e, contemporaneamente, la richiesta di parere legale di AmAmbiente, che si è affidata ad un importante avvocato trentino per capire se vi siano i margini (e come, eventualmente) per presentare denuncia.

 

La risposta di Morelli in Aula è stata che le versioni a lui riportate (avendo sentito anche "l'altra campana", come ha spiegato) non sono univoche, che aspetta venga fatta una denuncia al fine di poter avere la massima chiarezza sulla vicenda e di non essere disposto a compiere "processi sommari", dicendosi pronto ad intervenire tempestivamente e in maniera molto decisa qualora venisse appurato che i fatti sono esattamente quelli raccontati dalla vittima della situazione, la giovane ausiliaria del traffico.

 

Concetti espressi in aula in risposta alla minoranza e ribaditi nell'intervista rilascia a Il Dolomiti (Qui articolo).

 

"A seguito della presentazione della domanda d’attualità relativa ai fatti in oggetto - scrivono i rappresentanti delle tre liste civiche che alle scorse elezioni hanno sostenuto Carlo Pintarelli, sconfitto al ballottaggi per una manciata di voti -, ma anche alle innumerevoli richieste di chiarimento giunte agli scriventi tanto dalla cittadinanza, quanto dagli organi di stampa, le liste civiche Civic@ per Pergine, Impegno per Pergine ed Oss Emer Civica vogliono manifestare le forti perplessità relative alla vicenda di cui trattasi, anche alla luce della risposta del Sindaco Morelli. La vicenda è ormai nota: stando a quanto segnalato, un’operatrice della società partecipata AMAmbiente, addetta al controllo della sosta, sarebbe stata oggetto di una aggressione verbale mentre stava svolgendo il proprio lavoro. L’intervento, che coinvolgerebbe un esponente dell’attuale Giunta, oltre ad un dipendente del Comune di Pergine, avrebbe avuto lo scopo di impedire l’elevazione di una sanzione per un veicolo parcheggiato in uno stallo riservato ai disabili, senza l’esposizione dell’apposito contrassegno. E’ anche opportuno evidenziare che nell’attigua spiaggia era in corso la festa del centrodestra perginese e non quella di un’associazione qualsiasi. Se confermato, evidentemente, si tratterebbe di uno degli episodi più gravi ed eclatanti - concludono i consiglieri - che abbiano interessato la vita pubblica perginese negli ultimi decenni, qualcosa di neanche immaginabile negli ultimi dodici anni di amministrazione civica, poiché relativo ad un atto di intimidazione ai danni di una dipendente di una società pubblica e un’inammissibile interferenza nell’attività di controllo della legalità. Vi sarebbero evidentemente ricadute anche contabili, che qui però non staremo a sviscerare".

 

Poi l'attacco al sindaco, con le liste civiche che accusano il primo cittadino di "gestione silente ed opaca" "incompatibile con qualsiasi principio di trasparenza". L'accusa politica mossa nei confronti di Morelli è quella di "tacere di fronte ad episodi tanto delicati e potenzialmente lesivi dell'immagini e delle credibilità delle istituzioni".

 

Aggiungendo, poi, che da parte del primo cittadino "serve trasparenza vera. Serve una condotta politica ed amministrativa all'altezza del ruolo pubblico ricoperto".

 

" Particolarmente singolare però è l’atteggiamento del Sindaco Marco Morelli - incalzano Civic@ per Pergine, Impegno per Pergine e Oss Emer Civica - che, a quasi un mese di distanza dai fatti, ha invocato “chiarezza”, lasciando trasparire intransigenza nel caso la magistratura riuscisse a ad individuare delle responsabilità. Non possiamo però non fare notare che lo ha fatto solo dopo la presentazione della nostra domanda di attualità e nonostante fosse a conoscenza dell’episodio sin dal 7 giugno: anche da quanto relazionato in Consiglio, non risulta infatti abbia assunto alcuna iniziativa concreta né abbia tempestivamente informato il Consiglio comunale, come crediamo sarebbe stato doveroso. Siamo convinti che questa gestione silente ed opaca appaia incompatibile con qualsiasi principio di trasparenza. Ordunque come può predicare legalità e rigore, salvo tacere di fronte ad episodi tanto delicati e potenzialmente lesivi dell'immagine e della credibilità delle istituzioni? Serve trasparenza vera, non comunicazione tardiva. Serve una condotta politica ed amministrativa all’altezza del ruolo pubblico ricoperto. E quindi, se – a detta del Sindaco – vi è bisogno di una denuncia per chiarire, perché dopo quasi un mese non l’ha presentata lui, quale primo cittadino della terza città del Trentino, posto che i fatti interessano una partecipata del Comune ed un membro della sua Giunta? Francamente, a questa domanda non sappiamo darci risposta e dunque attendiamo ci venga fornita, di modo da fornire alla Comunità la corretta, necessaria e doverosa limpidezza. Le forze civiche continueranno a vigilare e a pretendere risposte puntuali e verificabili. A Pergine non può esserci spazio per comportamenti opachi".

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