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Trento
05 luglio | 06:00

Ausiliaria del traffico insultata e minacciata di licenziamento da un assessore mentre fa le multe? Il sindaco: ''No a processi sommari. Versioni non univoche, serve una denuncia''

Il sindaco di Pergine, Morelli: "Auspico che arrivi un chiarimento da parte dell'unico ente che può chiarire, cioè la magistratura. Sono prudentissimo? Assolutamente sì: le versioni che ho raccolto non sono univoche e non spetta al sindaco stabilire chi ha detto il vero e chi ha detto il falso, cosa "torni" e cosa "non torni. Serve, però, una denuncia, che non c'è stata. Se poi dovesse essere accertate delle responsabilità, non esiterò nemmeno un secondo ad intervenire e a prendere provvedimenti"

PERGINE VALSUGANA. "Mi auguro, vivamente, venga fatta chiarezza su questa vicenda. E' una questione estremamente delicata, che va trattata con i guanti di "velluto", perché c'è di mezzo una persona che va tutelata senza "se" e senza "ma". Io auspico che arrivi un chiarimento da parte dell'unico ente che può chiarire, cioè la magistratura. Sono prudentissimo? Assolutamente sì: le versioni che ho raccolto non sono univoche, come ho già avuto modo di dire, e non spetta né al sindaco, né al segretario comunale, che era presente all'incontro con i vertici di AmAmbiente due giorni dopo l'accaduto, stabilire chi ha detto il vero e chi ha detto il falso, cosa "torni" e cosa "non torni". E' evidente che, per arrivare ad un chiarimento della faccenda, serva una denuncia alle forze dell'ordine e, se i fatti sono andati come raccontato dall'ausiliaria del traffico e da AmAmbiente, non capisco perché tale denuncia non sia stata ancora presentata, visto che si tratterebbe di un fatto estremamente grave".

 

Marco Morelli, sindaco di Pergine Valsugana, amplia il concetto, ma la sostanza del suo punto di vista è la stessa che ha espresso nei giorni scorsi in risposta alla domanda d'attualità presentata in consiglio comunale da quattro esponenti della minoranza, i consiglieri Daniela Casagrande, Carlo Pintarelli, Roberto Oss Emer e Morgan Betti.

 

La vicenda - che rapidamente ha fatto il giro del Trentino in poche ore - è quella, ormai arci nota e della quale Il Dolomiti ha dato notizia nella giornata di giovedì 3 luglio (Qui articolo): sabato 7 giugno una giovane ausiliaria del traffico sarebbe stata vittima di un'aggressione verbale, con annesse minacce di licenziamento e frasi di scherno da parte di un assessore della Giunta perginese, di un dipendente comunale e altre quattro persone, mentre si apprestava a multare diverse auto prive del tagliando che attestava il pagamento della sosta e, una di queste, era parcheggiata in uno stallo dedicato alle persone con disabilità, pur sprovvista del necessario permesso.

 

Uno dei presenti le avrebbe anche appoggiato una mano sulla spalla e l'avrebbe invitata ad andarsene senza, ovviamente, staccare le sanzioni. Il contesto? Quello della festa di un'associazione sulla cosiddetta "spiaggia dei pescatori" sul lago di Caldonazzo.

 

"Non è mio mestiere fare processi, tanto meno processi sommari - prosegue il primo cittadino perginese - senza avere chiarezza e certezze. Stiamo parlando di una vicenda che ha assunto grande risalto dal punto di vista mediatico ma, ad oggi, è paradossale ma è così, non ha alcun fondamento dal punto di vista giuridico. Io mi domando, ancora una volta, perché non sia già stata presentata una denuncia se i fatti sono quelli esposti dall'ausiliaria del traffico, che non ha strumento migliore che rivolgersi alla giustizia per tutelarsi. Se poi, questo l'ho detto e lo ribadisco con grande fermezza, dovesse essere accertate delle responsabilità, non esiterò nemmeno un secondo ad intervenire e a prendere provvedimenti. A quel punto non avrei bisogno della sentenza di Corte di Cassazione per assumere una decisione, anche drastica".

 

Lei ha parlato con l'assessore coinvolto nella vicenda? La risposta è sì, visto che - proprio nel corso del suo intervento in consiglio - ha parlato di versioni "non univoche". Cosa le ha detto?

"Di questo non è il caso di parlare. Se verrà presentata una denuncia, ci sarà un'indagine e verrò convocato, riferirò, ovviamente, a chi di dovere cosa mi è stato riportato. La mia espressione "versioni non univoche" credo sia abbastanza chiara, in generale. I dettagli non li divulgo".

 

Tutto questo non rischia di gettare "discredito" sull'intera amministrazione? Non c'è il rischio che la questione diventi politica?

"Siamo in un limbo e non voglio che sulla Giunta che ho l'onore e l'onere di guida vi sia un "alone di mistero". Ecco perché auspico che venga presentata la denuncia e sia chiarito cosa è accaduto. Se è successo quanto riportato, per la sfera di mia competenza, ci saranno certamente delle conseguenze, diversamente le responsabilità se le dovranno assumere altri, come è normale sia".

 

Lei chiede - giustamente - chiarezza, ma per dipanare la matassa servirà una denuncia da parte dell'ausiliaria del traffico. Se così non sarà, non vi saranno conseguenze, né legali, né politiche, ma non vi è rischio che il dubbio resti e sia controproducente per la Giunta?

"Perdonatemi, ma la denuncia deve arrivare dalla parte offesa che, se i fatti sono quelli riportati, dico io che "deve" presentarla assolutamente". 

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