Professori universitari alla guida dei reparti dell'Azienda sanitaria senza concorso (e competenze)? Il caso in Trentino finisce in Consiglio provinciale, ecco cosa è successo
A presentare un'interrogazione è stato il consigliere Claudio Cia secondo il quale “l’affidamento diretto di direzioni cliniche apicali” appare “in contrasto con la normativa vigente e i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento”. Per capire quello che è successo, però, dobbiamo fare un passo indietro di circa 5 anni a quando Apss, Pat, Unitn e Univr hanno stipulato assieme un accordo quadro

TRENTO. Negli ultimi tempi l’Azienda sanitaria ha assegnato incarichi di direzione in vari reparti a professori universitari. Secondo quanto riportato dal consigliere provinciale Claudio Cia in una interrogazione (Qui il documento completo), queste nomine sarebbero avvenute senza che ci siano stati concorsi pubblici o comunque una selezione.
Sempre secondo il consigliere, il fatto che ci sia stato “l’affidamento diretto di direzioni cliniche apicali” appare “in contrasto con la normativa vigente e i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento”. Da qui la richiesta alla Pat anche di verificare “se sono stati valutati profili di eventuale danno erariale”.
Per capire quello che è successo bisogna tornare indietro di circa 5 anni. L'Azienda sanitaria e la Provincia non avrebbero seguito alcuna strada “in contrasto con la normativa vigente” e le assunzioni fatte di professori in alcuni ruoli, derivano da un accordo quadro, già diverse volte pubblicizzato da Apss, Pat, Unitn e Univr, stipulato nel 2020 che prevede la possibilità di reclutare personale docente da inserire nel Corso di laurea magistrale (a ciclo unico interateneo) in medicina e chirurgia a decorrere dal 2023. Per promuovere l’integrazione dell’attività assistenziale, formativa e di ricerca tra il Servizio sanitario provinciale e l’Università, sempre grazie a specifiche convenzioni, è stato poi avviato il reclutamento graduale del personale accademico (scelto tramite concorso svolti dall'Università che ne comprova quindi la professionalità) per lo svolgimento delle attività assistenziali all’interno delle strutture ospedaliere dell’Apss. Un modus operandi che vede, quindi, nell'accordo quadro iniziale una base legale solida fino a quando nascerà l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino.
L'INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE CIA
Il consigliere Claudio Cia ha presentato un'interrogazione con oggetto: “Conferimento di incarichi clinici dirigenziali in assenza di selezione: verifica di conformità alle norme”. “Negli ultimi mesi - spiega - si è assistito al conferimento di incarichi dirigenziali presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apss), in settori clinici nevralgici, a favore di docenti universitari nominati attraverso convenzioni tra Apss e l’Università degli Studi di Trento, senza che risultino attivate procedure pubbliche o selezioni comparative specifiche per l’attribuzione di incarichi apicali clinici. In diversi casi, i soggetti nominati provengono da contesti accademici o clinici esterni al Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), oppure da strutture private accreditate, senza aver mai ricoperto ruoli dirigenziali in Unità Operative Complesse del sistema sanitario pubblico. In altri casi, pur in presenza di esperienza clinica pubblica, non risultano concorsi o avvisi pubblici dedicati per la direzione delle strutture complesse in oggetto”.
Nella sua interrogazione il consigliere spiega che i professionisti nominati “non risultano avere casistiche cliniche di rilievo, né precedenti esperienze documentate di direzione di Uoc in ambito pubblico”. Le strutture di provenienza, sempre secondo Cia, non rientrano tra le aziende ospedaliero-universitarie integrate con il Ssn, ai sensi del decreto legislativo 517/1999 e le posizioni apicali assegnate in Apss non risultavano previste in bandi universitari né coperte da convenzioni clinico-assistenziali che includessero l’affidamento di Uoc a docenti, “rendendo – spiega - ancor più opaco il percorso seguito per l’attribuzione degli incarichi”.
La normativa vigente distingue tra aziende sanitarie non integrate e aziende ospedaliero universitarie integrate. “Nel primo caso – spiega Cia - che riguarda l’Apss, la nomina di un Direttore di Uoc deve avvenire tramite concorso pubblico o selezione comparativa. Nel secondo caso, applicabile alle aziende ospedaliero universitarie integrate (es. Verona), consente la nomina diretta di un docente universitario solo a specifiche condizioni”.
Queste condizioni sarebbero la presenza di una convenzione formalmente approvata; l'incarico assistenziale esplicitamente previsto dalla convenzione e infine un'attività clinica effettiva svolta dal docente nella struttura in regime di tempo definito. “Si ritiene inoltre che – scrivere ancora Claudio Cia nell'interrogazione - nelle more della eventuale istituzione di un’azienda integrata, l’affidamento diretto di incarichi clinici a docenti universitari non fosse legittimamente praticabile, in quanto l’Apss, allo stato attuale, non possiede lo status giuridico né i presupposti operativi di un’azienda ospedaliero-universitaria integrata. Di conseguenza, l’affidamento diretto di direzioni cliniche apicali, prima dell'effettiva costituzione dell’integrazione e della validazione delle relative convenzioni, appare in contrasto con la normativa vigente e i principi costituzionali di imparzialità e buon andamento”. Da qui la richiesta alla Provincia di fare chiarezza.
IL PROTOCOLLO CHE HA PERMESSO ALL'APSS DI ASSEGNARE I POSTI
Prima di tutto è bene chiarire che nell'ultimo anno sono stati fatti diversi passi per traghettare l’Azienda provinciale per i servizi sanitari verso la nuova Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. Sono stati fatti diversi passaggi normativi che porteranno all’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, a partire dal disegno di legge messo in campo dall'assessore Tonina, che andrà a modificare la legge provinciale sulla tutela della salute (n. 16 del 2010), al Protocollo di intesa tra Provincia e Università che definirà il perimetro e le regole fondamentali della futura Asuit, fino all’Atto aziendale che disegna la struttura della futura Azienda universitaria integrata, con la definizione dei Dipartimenti e delle Unità operative.
Ovviamente prima di questa importante trasformazione e partenza della scuola di medicina sono state fatte delle assunzioni e dal punto di vista amministrativo è stato stilato un accordo quadro che ha messo assieme l'Università di Verona, l'Università di Trento, l'Apss e la Pat che è servito per la nascita della scuola, la presa in servizio dei professori e la clinicizzazione e la programmazione della scuola. Da qui un altro passaggio è stato quello di un protocollo tra UniTn e Pat che ha dato la possibilità all'Azienda Sanitaria, tramite delle convenzioni specifiche, di ricoprire dei ruoli clinicizzati specifici, decisi da un tavolo di lavoro, dal quale è uscita anche la programmazione triennale 2025/2027.
Il lavoro portato avanti da questo tavolo di lavoro che vede al suo interno UniTn, Pat e Apss ha deciso quali siano le Unità Operative che possono essere universitarie e che quindi possono essere dirette da professori ordinari o associati già assunti tramite concorso da Medicina. Il reclutamento dei professori viene effettuato dall’Università di Trento con procedure selettive previste dalla normativa universitaria al termine delle quali il docente viene chiamato dall’Università di Trento e successivamente, con deliberazione del direttore generale di Apss, viene inserito quale professore nell’organico assistenziale di Apss. (Quest'ultima una volta avuta indicazione dall'Università del vincitore del concorso verifica i requisiti per l'inserimento in assistenza del professore)
E questo lo si è potuto fare, in questi anni, in forza al protocollo tra Apss, Pat e Università che ha fatto da base giuridica su cui poi l'azienda ha assegnato i posti. Un protocollo che ha avuto l'obiettivo di promuovere l’integrazione dell’attività assistenziale, formativa e di ricerca tra il Servizio sanitario provinciale e l’Università con il reclutamento graduale del personale accademico per lo svolgimento delle attività all’interno delle strutture ospedaliere dell’Apss.












