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Trento
16 giugno | 16:16

La Corte di Appello assolve Francesco Valduga (e la prima Giunta) per il lascito Delaiti: non c'è stato danno erariale

Per i giudici della Corte di Appello non c'è stato danno erariale, la procedura è stata ritenuta corretta e si chiude la vertenza per Francesco Valduga, la sua prima Giunta e alcuni dirigenti comunali per la gestione del lascito Delaiti

La Corte di Appello assolve Francesco Valduga (e la prima Giunta) per il lascito Delaiti: non c'è stato danno erariale

ROVERETO. La Corte di Appello ha assolto Francesco Valduga e la sua prima Giunta per il lascito Delaiti. Nessun danno economico per l'ex sindaco e l'amministrazione comunale di Rovereto. Questa la decisione dei giudici romani.

 

Il caso relativo alla nomina di Mauro Amadori a direttore generale del Comune di Rovereto e la sentenza della Corte dei Conti che condanna sindaco, Giunta e alcuni dirigenti al risarcimento di un danno quantificato in oltre 650 mila euro è ancora aperta ma l'ex primo cittadino, oggi consigliere provinciale in quota Campobase, può tirare un sospiro di sollievo, con il suo esecutivo, il segretario comunale e l'avvocato di Palazzo Pretorio, per la vicenda relativa al lascito Delaiti.

 

La Corte dei conti aveva condannato la Giunta Valduga I a pagare 6 mila euro (la richiesta iniziale era di 24 mila euro) per la gestione del lascito, un'eredità di quasi un milione di euro che Tosca Delaiti aveva lasciato al Comune con la richiesta di destinare quei fondi allo “sviluppo potenziamento della Civica Scuola Musicale”.

 

Secondo gli eredi di Delaiti però le condizioni sarebbero state disattese e nel 2017 è quindi nato un contenzioso per la restituzione del lascito. In questo contesto l'Amministrazione della città della Quercia era stata chiamata in causa e si era rivolta, seguendo le indicazioni del dirigente dell'Ufficio legale dell'epoca, a un legale esterno.

 

La parcella dell'avvocato (grazie al quale la problematica è stata risolta senza esborsi da parte del Comune) è stata di 24mila euro, la stessa somma contestata inizialmente dalla magistratura contabile. Multa che era stata ridotta a 6mila euro (non si parla, in questo caso, né di dolo né di colpa grave per la Giunta e quindi la somma era stata coperta dall'assicurazione) accogliendo buona parte delle richieste della difesa.

 

In poche parole, secondo la magistratura contabile 'l'errore' dell'amministrazione era stato di saltare il passaggio formale di chiedere l'intervento dell'avvocatura di Stato (ritenuta dagli uffici comunali non idonea per la situazione, che richiedeva invece l'intervento di un tributarista esperto) prima di rivolgersi a un consulente legale esterno.

 

Ora la partita si è chiusa, i giudici contabili della Corte di Appello di Roma hanno emesso una sentenza contro la tesi della Procura di Trento. Non c'è stato danno erariale.

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