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Armato di coltello aggredì l’ex in strada: condannato a 10 anni. La vittima: “Oggi non mi sono sentita sola”

Il Tribunale di Bolzano ha condannato a dieci anni l’ex compagno della donna, aggredita a coltellate mentre si trovava in strada. L’associazione Gea: “La violenza contro le donne non resta impunita”. Attivata una raccolta fondi per aiutare la vittima a ricostruirsi una vita

Di Tiziano Grottolo - 02 May 2021 - 08:43

BOLZANO. Dopo i numerosi rinvii è finalmente arrivata una prima sentenza per l’aggressione ai danni di una giovane madre, avvenuta lo scorso 1 marzo 2019 a Bolzano. Il Tribunale di Bolzano infatti ha condannato a dieci anni l’ex compagno della vittima. Una sentenza accolta con soddisfazione dall’associazione Gea, la stessa che da oltre 20 anni gestisce il centro di ascolto antiviolenza di Bolzano e che sta accompagnando la vittima in questo difficile percorso. “Dopo due anni e innumerevoli rinvii, finalmente la gravità del gesto è stata riconosciuta – sottolinea la presidente Christine Clignon è un segno importante: la violenza contro le donne non resta impunita”.

Elena Biaggioni, avvocata della donna sopravvissuta alle coltellate inferte dal marito di fronte alla figlia più piccola, esprime a sua volta “soddisfazione per l’accoglimento della richiesta del pubblico ministero e per il riconoscimento delle aggravanti. Resta comunque l’amarezza per tutto quello che la mia assistita ha dovuto subire: il percorso processuale doveva essere più breve e tutelante visto la gravità del fatto e l’arresto in flagranza”.

Non solo, perché in attesa della sentenza d’appello l’uomo resterà libero e pertanto, fanno sapere dall’associazione, l’ex compagna dovrà continuare a vivere nascosta e con la paura onnipresente di subire un altro attacco. Secondo Clignon “ora è fondamentale vigilare e continuare a seguire questo caso per evitare che la condanna resti sulla carta e per aiutare la giovane madre a ricostruirsi una vita. Per questo la presenza di così tante persone a ogni udienza è stata così importante: ha tenuto i riflettori accesi sul caso, impedendo che i tentativi della difesa di banalizzare quanto avvenuto venissero accolti”.

In diverse occasioni infatti, la piazza antistante al tribunale di Bolzano è stata pacificamente occupata dalle persone arrivate per manifestare la propria vicinanza alla vittima che dal canto suo, poco dopo la sentenza, ha commentato: “Oggi non mi sono sentita sola”.

Infine, Gea ringrazia tutte e tutti per la partecipazione. “La vostra presenza ci dà la forza per continuare nel nostro impegno per tutte le donne che hanno il coraggio di uscire dal silenzio – commenta Clignon – ringraziamo anche tutti coloro che hanno risposto generosamente al nostro appello di raccolta fondi, che continua per aiutare”. Nel frattempo per la giovane madre dopo la sentenza continua il difficile cammino di ricostruzione di una vita che comporta anche indipendenza finanziaria. Anche per questo l’associazione ricorda che la campagna di raccolta fondi è ancora attiva: “Qualsiasi donazione, anche di pochi euro, può fare la differenza e andrà direttamente alla donna”.

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