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Arrestato barista: migliaia di euro nascosti tra il pane, cocaina conservata in un'auto e in cucina e una pistola sovietica detenuta illegalmente

L'uomo gestisce un locale nel quartiere Don Bosco e pochi mesi fa era stato arrestato con 330 grammi di cocaina e 7.000 euro di denaro contante con sé. Domenica la polizia lo ha seguito a casa e poi ha rintracciato anche la sua auto trovando di tutto

Pubblicato il - 19 gennaio 2021 - 11:02

BOLZANO. Era a bodo dell'auto con una donna e al momento del fermo degli agenti di polizia entrambi hanno manifestato evidenti segni di nervosismo. Al controllo dei documenti l'uomo è risultato essere un pluripregiudicato per reati in materia di traffico di stupefacenti e così i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione del veicolo e della sua abitazione. Risultato: nel borsello l'uomo aveva 5.000 euro in contanti e nella camera da letto sono stati trovati 74 grammi di cocaina; poi in una tazza nascosta in una credenza altri 20 involucri in cellophane termosaldati, contenenti 22,58 grammi di cocaina; in una cassapanca della cucina si trovavano due bilancini di precisione ed uno strumento per il rilevamento di microspie; infine nel bar gestito dall’uomo è stata trovata la somma di 20.050 euro, in banconote di vario taglio, occultata in uno scatolone assieme a del pane raffermo.

 

A finire nella rete delle forze dell'ordine è stato un 60enne che gestisce un bar in zona Don Bosco. I fatti si sono svolti domenica sera, quando un equipaggio della squadra volante ha fermato un’autovettura con a bordo l'uomo ed una donna. Insospettiti per l’eccessivo nervosismo mostrato dal conducente e per i suoi numerosi precedenti in materia di stupefacenti, i poliziotti, che tra l’altro lo avevano già tratto in arresto a metà ottobre, sequestrandogli oltre 330 grammi di cocaina e 7.000 euro di denaro contante, hanno perquisito, oltre all’autovettura, la sua abitazione di residenza ed il locale pubblico che attualmente gestisce.

 

Per l’approfondimento dell’attività di polizia giudiziaria, è stato anche richiesto l’intervento di un’unità cinofila della Guardia di Finanza, specializzata nella ricerca di stupefacenti, che ha aiutato i poliziotti nell’operazione. Nel borsello dell’uomo è stata trovata la somma di 5.000 euro in contanti, mentre nella camera da letto dell’appartamento sono stati rinvenuti un involucro in cellophane con all’interno 74 grammi di cocaina, numerosi ritagli in cellophane ed una forbice.

 

In una tazza all’interno della credenza erano nascosti altri 20 involucri in cellophane, termosaldati, contenenti 22,58 grammi di cocaina. In una cassapanca della cucina si trovavano due bilancini di precisione ed uno strumento per il rilevamento di microspie. Nel locale pubblico gestito dall’uomo è stata invece trovata la somma di 20.050 euro, in banconote di vario taglio, occultata in uno scatolone assieme a del pane raffermo.

 

I poliziotti si sono quindi ricordati che, in passato, l’uomo era stato fermato a bordo di un’autovettura di sua proprietà che non era parcheggiata nei pressi di casa. A precisa richiesta, il pregiudicato ha dichiarato di averla venduta, mostrandosi però poco convincente e parecchio nervoso. Gli investigatori non si sono persi d’animo ed hanno perlustrato i paraggi, individuando l’auto, in sosta in una stradina lontana dalla sua abitazione. All’interno del veicolo, sotto il sedile anteriore, è stato rinvenuto un involucro in cellophane, avvolto con nastro da pacchi di colore marrone, contenente altri 337,70 grammi di cocaina.

 

Sotto al sedile del conducente si trovava invece una pistola semiautomatica calibro 7,62, di fabbricazione sovietica ed introdotta illegalmente in Italia, con 60 munizioni. L’arma è risultata clandestina, in quanto non catalogata nel nostro Paese, ma non risulta collegata agli spari avvenuti la sera precedente in zona Don Bosco. Oltre allo stupefacente i poliziotti hanno quindi sequestrato l’autovettura utilizzata per il trasporto, l’arma con le munizioni ed il denaro contante. L’uomo è stato pertanto arrestato in flagranza di reato ed associato alla Casa Circondariale di via Dante.

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