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Calcio Trentino ai box da 90 giorni, le quattro ipotesi di ripartenza dei campionati regionali e provinciali

Il presidente del Comitato provinciale smentisce categoricamente eventuali ripartenze fissate entro il 21 febbraio: ''Ciò che è poco ma sicuro è che, prima di riprendere l'attività ufficiale, dovremo concedere alle società la possibilità di svolgere almeno tre settimane di allenamenti di contatto. Ora come ora, purtroppo, è un qualcosa di molto lontano, impensabile"

Di Daniele Loss - 19 gennaio 2021 - 18:15

TRENTO. La certezza del momento? Una totale incertezza. Da quasi 90 giorni le formazioni dilettantistiche che partecipano ai tornei regionali e provinciali (Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria e tutte le giovanili, senza dimenticare i movimenti del calcio a 5 e femminile) sono ferme ai box. C'è chi ha scelto di continuare con gli allenamenti in forma rigorosamente individuale per qualche settimana dopo lo stop imposto a fine ottobre e chi, invece, ha preferito fermarsi immediatamente, per evitare ogni possibile complicazione.

 

E adesso cosa succederà visto il perdurare dell'emergenza Covid-19, che è assolutamente incompatibile con la ripresa degli allenamenti di contatto e, conseguentemente, dei campionati? "Al momento non è possibile fare alcun tipo di previsione - spiega Ettore Pellizzari, presidente del Comitato Provinciale Autonomo di Trento della Figc e candidato alla vicepresidenza della Lega Nazionale Dilettanti a fianco di Cosimo Sibilia -. Ciò che è poco ma sicuro è che, prima di riprendere l'attività ufficiale, dovremo concedere alle società la possibilità di svolgere almeno tre settimane di allenamenti di contatto. Ora come ora, purtroppo, è un qualcosa di molto lontano, impensabile".

 

Nei giorni scorsi nell'ambiente calcistico è circolata, in modo piuttosto insistente tra gli addetti ai lavori, una "voce" che parlava di una ripartenza del campionato d'Eccellenza già domenica 21 febbraio. "Smentisco assolutamente quella che non esito a bollare come una fake news - prosegue il Presidente del Cpa di Trento-: non ci sono le condizioni per una ripresa così nell'immediato. Punto".

 

Dunque, quali gli scenari al momento? I campionati regionali e provinciali si chiuderanno? Se sì, come? "Dopo un confronto con il collega altoatesino Klaus Schuster - conclude Pellizzari - abbiamo pensato a quattro soluzioni, che presenteremo alla Lega Nazionale Dilettanti, chiedendo di poter usufruire di una deroga riguardo all'articolo 51 delle Noif (formazione delle classifiche, ndr). Ogni ipotesi prevede un diverso momento di ripartenza dei tornei nei prossimi mesi: è ovvio che più si accorciano i tempi di ripresa e più saremo costretti a stringere, anche se la Lnd non ha escluso la possibilità di scendere in campo anche a luglio, ma questa è una soluzione che vorremmo evitare. Chiederemo altresì di poter mantenere il numero di 18 formazioni nei tornei d'Eccellenza e Promozione per mantenere gli equilibri attuali e non dover procedere ad un eccessivo numero di retrocessioni. La speranza è che la situazione si normalizzi quanto prima e, dunque, si possa tornare anche ad allenarsi e giocare".

 

IPOTESI 1

Il girone d'andata dei tornei di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria viene completato regolarmente - ricorrendo anche ai turni infrasettimanali - e, successivamente, in base alla classifica acquisita, le squadre vengono suddivise in due gironi. Le prime 9, nel caso d'Eccellenza e Promozione (che diventano le prime 7 per i tre gironi di "Prima") disputano una vera e propria poule promozione con gare di sola andata, mantenendo tutti i punti acquisiti al termine della prima fase. Per le ultime 9 (dalla decima alla diciottesima classificata), invece, sarà poule retrocessione con identica formula. Il calendario verrebbe stilato al termine delle 17 giornate e i verdetti emessi riguarderebbero la prima (promossa in serie D), la seconda (ammessa alla graduatoria nazionale dei ripescaggi: impensabile, ad oggi, far disputare i playoff interregionali) e le ultime tre/quattro, che retrocederebbero nella categoria inferiore.

 

IPOTESI 2

Trattasi di novità assoluta. Il girone d'andata, come nel caso dell'ipotesi 1, verrebbe completato e poi le 18 formazioni d'Eccellenza e Promozione, verrebbero suddivise addirittura in tre gironi ripartendo - anche in questo caso - dalla classifica acquisita. Le prime sei disputerebbero i playoff (con gare di sola andata) per stabilire la promossa nella categoria superiore, le ultime sei il girone playout. Le altre sei formazioni (quelle classificate dalla settima alla dodicesima posizione) darebbero vita ad un mini torneo assolutamente privo di verdetti ma utile per compiere qualche "esperimento" in vista della prossima stagione.

 

IPOTESI 3

Al termine del girone d'andata la prima classificata sarebbe promossa nella categoria superiore, mentre le ultime due retrocederebbero direttamente. Verrebbero poi disputata la fase post regular season secondo la formula già utilizzata in serie D con seconda, terza, quarta e quinta classificata impegnate nei playoff, mentre terzultima, quartultima, quintultima e sestultima giocherebbero i playout dai quali uscirebbero i nomi delle altre (o dell'altra, in caso di sole tre retrocessioni) declassate.

 

IPOTESI 4

È, al momento, l'ipotesi più probabile, nel caso di una ripartenza (non scontata, lo ribadiamo) dei tornei. Al termine del girone d'andata le classifiche verrebbero cristallizzate, senza alcuna "coda". La prima classificata salirebbe nella categoria superiore, le ultime tre (o quattro) scenderebbero. E arrivederci, immediatamente, alla stagione 2021 - 2022. In tale caso si aprirebbero altri scenari: quante società sarebbero disposte a rimettere in macchina tutta la macchina organizzativa per affrontare due mesi, scarsi, d'impegni ufficiali?

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