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Candidopoli, liste false per elezioni di sindaco e di consiglieri comunali: ci sono 15 indagati. Maxi operazione della Finanza dal Veneto alla Puglia

Al centro delle indagini partite dal Veneto c'è il movimento politico “L'Altra Italia". I finanzieri del comando provinciale di Padova, a conclusione di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, hanno dato esecuzione, in diversi comuni italiani ad un’ordinanza applicativa di sette misure cautelari personali, emessa nei confronti dei vertici del movimento politico emergente nel panorama nazionale

Pubblicato il - 24 September 2021 - 11:47

PADOVA. L'accusa che viene fatta è quella di aver presentato le liste in comuni di piccole dimensioni e spesso con un solo avversario in modo da garantirsi l'elezione. Presentavano liste con all'interno persone che nemmeno conoscevano il movimento politico e firme e documentazioni, sempre secondo l'accusa, sarebbero state false.

 

Al centro delle indagini partite dal Veneto c'è il movimento politico “L'Altra Italia". I finanzieri del comando provinciale di Padova, a conclusione di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, hanno dato esecuzione, in diversi comuni italiani ad un’ordinanza applicativa di sette misure cautelari personali, emessa nei confronti dei vertici del movimento politico emergente nel panorama nazionale.

 

Le investigazioni, eseguite dalle Fiamme gialle di Este, sono state avviate a seguito di alcuni servizi che sono stati trasmessi di Striscia la Notizia e nei quali si faceva particolare riferimento alla presentazione di false liste elettorali per le elezioni comunali che si sono svolte in diverse territori.

 

I preliminari accertamenti fatte dalle forze dell'ordine avevano visto confermato il fatto che in alcuni comuni per la nomina alla carica di sindaco e di consigliere comunale nelle elezioni che si erano tenute nel maggio 2019 e nel settembre 2020, L'Altra Italia, sempre secondo le indagini, aveva presentato liste di candidati formate da soggetti iscritti, nella maggioranza dei casi, a loro insaputa.

 

L’Autorità Giudiziaria ha quindi deciso di estendere le indagini agli ulteriori 21 Comuni in cui il movimento politico aveva presentato i propri candidati per la consultazione elettorale del settembre 2020 e, in particolare, nelle province di Alessandria, Asti, Belluno, Bergamo, Campobasso, Catanzaro, Cosenza, Genova, Imperia, Isernia, Perugia, Pisa, Potenza, Savona, Vibo Valentia e Vicenza, tutti con una popolazione inferiore ai mille abitanti e per i quali la normativa vigente prevede una procedura semplificata per le relative candidature.

 

L’articolata attività investigativa - condotta, peraltro, con l’ausilio delle attività tecniche e raccogliendo le testimonianze di oltre cento candidati - si è concretizzata nell’esecuzione di molteplici perquisizioni domiciliari, eseguite si in Veneto che in Puglia.


Più nel dettaglio, le liste elettorali e la documentazione di supporto sono risultate, all’atto della presentazione falsificate, in quanto gran parte dei soggetti riportati erano ignari della propria iscrizione oppure disconosceva del tutto il movimento politico e le relative sottoscrizioni. I candidati inconsapevoli - oltre a non aver alcun radicamento territoriale con i luoghi dove le liste erano state presentate - hanno formalmente querelato i responsabili del movimento per tali fatti.

 

Inoltre, è stato verificato che in lista sono stati iscritti anziani ultra-ottantenni o persone con forti disabilità fisiche, presentati per la nomina a consigliere comunale in località distanti migliaia di chilometri dalla propria residenza.

 

Altro aspetto di assoluta criticità è che alcuni candidati - dopo essere stati eletti a loro insaputa nei consigli comunali - hanno successivamente rifiutato la carica, così ponendo l’Ente locale a rischio di commissariamento, con evidenti gravi ripercussioni sull’intero ordine democratico.

 

 

All’esito delle articolate indagini svolte, i Finanzieri della Compagnia di Este hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Rovigo i 15 principali responsabili, che, a vario titolo, hanno concorso alla formazione e alla presentazione di false liste di candidati a 23 amministrazioni locali insistenti su tutto il territorio nazionale.

 

Il Tribunale le scorse ore ha emesso un’ordinanza applicativa di sette misure cautelari personali, disponendo gli arresti domiciliari nei confronti del segretario nazionale del movimento, nonché l’obbligo di firma avverso due pubblici ufficiali autenticatori (destinatari anche della misura interdittiva della sospensione temporanea dal pubblico ufficio di consigliere comunale per dodici mesi) e nei riguardi di due dirigenti del movimento.

 

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