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| 03 dic 2024 | 15:37

Tsunami giudiziario in Trentino Alto Adige: dal sindaco di Arco a Luca Zeni, da Fabrizio Guastamacchia a Siegfried Brugger, ecco gli indagati ''eccellenti'' e chi è stato arrestato

Tra gli arrestati la sindaca di Riva del Garda, della Lega, Cristina Santi, l'ex sindaco di Dro e senatore Fravezzi gli imprenditori René Benko, Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti e anche un giornalista altoatesino. Tutto ruoterebbe attorno alla figura di Benko e ai tentativi di infiltrazione nei sistemi sociali e politici dei territori (nello specifico dell'Alto Garda) per ottenere proprietà e terreni

RIVE DEL GARDA. Tra gli indagati figure pubbliche e molto conosciute di varie aree politiche come il sindaco di Arco Alessandro Betta e l'ex consigliere provinciale ed assessore alla sanità Luca Zeni (del Partito democratico), il sindaco di Dro e presidente della comunità di valle del centrosinistra Claudio Mimiola. E ancora l'assessore del comune di Riva del Garda sostenuto dal Patt Mauro Malfer, il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Silvio Salizzoni, l'ex candidato sindaco al comune di Trento e attuale consigliere comunale di Fratelli d'Italia Andrea Merler e ancora il consigliere comunale di Trento di centrodestra Fabrizio Guastamacchia e l'ex consigliere comunale Nicola Giuliano per arrivare al ''blocco'' altoatesino con l'ex Obmann dell'Svp (dal 1992 al 2004) e parlamentare per 20 anni (dal 1994 al 2013) Siegfried Brugger.

 

Questi solo alcuni dei 77 indagati nella maxi inchiesta condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza e coordinata dalla Dda della procura di Trento. Poi ci sono i 9 arrestati: la sindaca di Riva del Garda della Lega Cristina Santi, l'ex senatore e sindaco di Dro Vittorio Fravezzi e gli imprenditori René BenkoHeinz Peter Hager e Paolo Signoretti. A questi vanno aggiunti gli altoatesini, architetti Andrea Saccani e Fabio Rossa, dello studio “Area 17”, la direttrice dell’ufficio “Gestione del territorio” del Comune di Bolzano, Daniela Eisenstecken, e il giornalista pubblicista Lorenzo Barzon

 

''Heinz Peter Hager ha offerto piena collaborazione agli inquirenti ed esprime grande fiducia nel sistema giudiziario'', questa la posizione del dottore commercialista esperto in fiscalità, economia e finanza del settore immobiliare e fashion, Hager che ha diramato un comunicato stampa per definire la propria posizione in quello che è un vero e proprio tsunami giudiziario.

 

Al centro dell'indagine della Procura della Repubblica di Trento progetti immobiliari nella zona della Busa e nel Nord Italia e come riporta lo stesso ufficio stampa di Hager ''sono in corso accertamenti anche in Alto Adige. Le indagini riguardano progetti relativi agli anni dal 2018 al 2022 - spiegano -. In totale sono 77 le persone interessate dalle indagini, tra cui alcuni imprenditori altoatesini. In qualità di rappresentante legale di alcune aziende, anche Heinz Peter Hager è coinvolto in queste indagini; è stato posto agli arresti domiciliari dalle autorità inquirenti. Gli avvocati della difesa sono stati incaricati di presentare opposizione a questa misura''. 

 

Le accuse contestate includono associazione per delinquere, turbativa d'asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, oltre a diversi reati contro la pubblica amministrazione tra cui corruzione, induzione indebita, rivelazione di segreti d'ufficio e omissione di atti di ufficio, nonché violazioni delle norme tributarie legate all'emissione di fatture per operazioni inesistenti. 

 

Tra questi la sindaca di Riva del Garda Cristina Santi. Oltre a lei anche quattro professionisti, tre imprenditori e un dirigente comunale sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Sono stati eseguite ben 100 perquisizioni in enti pubblici, società, nelle provincie di Trento, Bolzano, Brescia, Milano, Pavia, Roma e Verona e attraverso canali di cooperazione internazionale. 

 

Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Trento arriva su richiesta della direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della procura di Trento. L'indagine è stata condotta da carabinieri e guardia di finanza. La vicenda riguarda le questioni legate a Benko (per lui una richiesta di mandato di arresto perché si trova in Austria)  definito senza mezzi termini come ''capo del sodalizio, grazie al suo potere economico, uno dei promotori dell’associazione per delinquere, rappresentato in Italia e strettamente coordinato e collegato con Heinz Peter Hager'' che assieme all'arcense Paolo Signoretti sarebbero stati le sue teste di ponte nel tessuto dell'Alto Garda. 

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