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Trento
22 marzo | 10:35

Rinvio a giudizio per 15 persone nel secondo filone sulla 'ndrangheta in Trentino. Tra gli indagati anche Ottobre, accusato di voto di scambio

La Procura ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per 15 indagati. E' il secondo filone dell'inchiesta Perfido sulle infiltrazione della 'ndrangheta in Trentino

Rinvio a giudizio per 15 persone nel secondo filone sulla 'ndrangheta in Trentino

TRENTO. E' stata depositata la richiesta di rinvio a giudizio per 15 dei 17 indagati del secondo filone dell'inchiesta "Perfido" sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Trentino. Questa parte del processo riguarda gli approfondimenti e le indagini, chiuse nell'aprile scorso, sui rapporti politici e istituzionali. Il decreto del tribunale conferma le accuse iniziali e ora si attende la data dell'udienza.

 

Tra gli indagati figurano politici, carabinieri e imprenditori. A Bruno Groff e Roberto Dalmonego, rispettivamente ex sindaci di Frassilongo e di Lona-Lases, e all'ex parlamentare Mauro Ottobre viene contestato lo scambio elettorale politico mafioso. 

 

L'accusa è che Domenico Morello con gli altri imputati aveva promesso a Groff un pacchetto di voti per le provinciali del 2018 in cambio di alcuni favori; stesso modus operandi che gli imputati Innocenzo Macheda e Demetrio Costantini hanno utilizzato con Ottobre, mentre Dalmonego aveva accettato la promessa di Pietro Battaglia (ex consigliere comunale a Lona Lases condannato a 9 anni e 8 mesi) per le comunali del 2018 a Lona Lases, anno in cui è stato eletto sindaco.

 

Poi ci sono i tre carabinieri all'epoca in servizio alla stazione di Albiano. Si parte dall'episodio di aggressione, avvenuta nel 2014 all'operaio cinese. Le indagini, per omissione di soccorso del ferito, omessa denuncia per non aver segnalato all'autorità giudiziaria i responsabili e favoreggiamento, riguardano l'allora comandante Roberto Dandrea (che ha sempre respinto le accuse, la contestazione riguarda anche il concorso esterno in associazione mafiosa) con Nunzio Cipolla e Alfonso Fabrizio Amato. 

 

Imputato anche Luigi Sperinini in servizio in quel periodo a Cardeto è accusato di rivelazione di atti di ufficio e per aver agevolato l'associazione. 

 

A dover rispondere di associazione mafiosa anche Alessia Nalin (concorso esterno in questo caso), Filippo Gioia e Vittorio Giordano. E poi ci sono da valutare le posizioni di Mustafa Arafat e Francesco Favara per aver messo in circolazione banconote false. Il primo ha patteggiato 2 anni per "assistenza agli associati" e riduzione in schiavitù, inoltre in un'altra indagine è stato condannato per i reati di sequestro di persona e lesioni gravi pluriaggravate per il pestaggio del lavoratore cinese. Accusa di detenzione illegale di arma per Pietro Denise e Saverio Artuso, condannati in un altro filone a 6 anni e 8 mesi (in appello) e 8 anni, 10 mesi e 20 giorni (sentenza definitiva con la pronuncia della Cassazione). Esclusi invece dal rinvio a giudizio Giulio Carini e l'ex generale dell'esercito Dario Buffa, per quest'ultimo la posizione però viene definita separatamente.

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