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Trento
04 febbraio | 09:00

Intreccio tra imprenditoria e politica per mettere le mani sugli appalti pubblici: da Fravezzi a Signoretti, il riesame conferma gli arresti domiciliari 

L'associazione a delinquere non è di stampo mafioso, viene però delineato  "sistema corruttivo stabile, professionale e organizzato". L'inchiesta con al vertice Renè Benko ora arrestato in Austria ha visto coinvolte  77 persone fisiche, tra cui 11 amministratori pubblici, 20 dirigenti e funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell’ordine, professionisti e imprenditori

TRENTO. C'è la conferma degli arresti domiciliari nei confronti dei principali indagati dell'inchiesta Benko.

 

Il tribunale del Riesame, presieduto dalla giudice Laura Di Bernardi, ha però osservato che in questo caso l'intreccio tra politica e imprenditoria non è di stampo mafioso. Non si può quindi parlare di “associazione mafiosa” perché, come sempre osservato dal riesame, non vi sono una “fama” e uno “spessore” criminali.

 

Viene però configurato un "sistema corruttivo stabile, professionale e organizzato". Vengono quindi confermate le misure cautelari per tutti: Hager, Signoretti, Fravezzi, Rossa, Saccani, Eisenstecken. Il consulente Lorenzo Barzon ha l'obbligo di dimora, invece, a Bolzano. Cristina Santi rimane con l'obbligo di dimora a Riva del Garda, mentre Renè Benko è in carcere in Austria.

 

L'INCHIESTA
Un vero e proprio terremoto quello che ha colpito il Trentino-Alto Adige  e che ha visto agli arresti domiciliari volti noti della politica e dell'imprenditoria del territorio.

 

Gli arresti sono avvenuti all'inizio di dicembre a seguito di un'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Trento, dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Trento.

 

Le accuse iniziali sono state quelle di finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, oltre a diversi reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, induzione indebita, rivelazione di segreti d’ufficio e omissione di atti d’ufficio e altro ancora.

 

Le indagini, portate avanti in modo scrupoloso a partire dal 2019, hanno fatto emergere un intreccio tra imprenditoria e politica in tutta la regione, realizzato attraverso una compagine in grado di influire sulle scelte amministrative

degli enti locali. Le indagini coinvolgono 77 persone fisiche, tra cui 11 amministratori pubblici, 20 dirigenti e funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell’ordine, professionisti e imprenditori.

 

Il gruppo affaristico, secondo l'accusa, sarebbe stato in grado di influenzare e controllare le principali iniziative della pubblica amministrazione, soprattutto nel settore della speculazione edilizia in Trentino-Alto Adige, e avrebbe al vertice l'imprenditore Renè Benko, capo del sodalizio, definito “uno dei promotori dell'associazione a delinquere” rappresentato in Italia da Hager Heinz Peter, al quale avrebbe indicato come ottenere le autorizzazioni sulle speculazioni da realizzare e con il quale era continuamente in contatto anche per seguire l'evolversi dei rapporti istituzionali.

 

Accanto a Peter Heinz Hager, secondo gli organi inquirenti, ci sarebbe un'altra persona indicata tra i promotori del sodalizio: si tratta di Paolo Signoretti. Quest'ultimo, assieme a Hager, avrebbe avuto piena autonomia nell'attività di infiltrazione del tessuto economico-sociale trentino e altoatesino.

 

Tra le persone arrestate inizialmente c'era  la sindaca di Riva del Garda della Lega Cristina Santi, che ha poi ottenuto l'obbligo di dimora, e l'ex senatore e sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, che rimane ancora ai domiciliari.

 

Al centro di questo caso dell'inchiesta ci sarebbero i rapporti dei due politici con Paolo Signoretti. In questo caso, il disegno del sodalizio avrebbe riguardato le speculazioni da compiere a Riva del Garda, per le quali sarebbero state registrate pressioni, finanziamenti di campagne elettorali e altro.

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