Inchiesta "Romeo", chiuse le indagini: tra politici e imprenditori, ci sono 28 indagati
L'attesa ora è per la seduta che si terrà nei primi giorni di febbraio durante la quale si deciderà sull’archiviazione dell’ipotesi di associazione per delinquere. Il 3 dicembre del 2024, erano state 77 le persone perquisite e di queste 8 arrestate e 69 indagate a vario titolo. Nel frattempo diverse posizioni sono state stralciate

TRENTO. Sono state chiuse le indagini sull'operazione “Romeo”, l'importante inchiesta sugli intrecci tra affari e politica e che ha riguardato sia il Trentino che l'Alto Adige.
La conclusione delle indagini è stata notificata nella serata di mercoledì a 28 persone e le difese ora avranno la possibilità di presentare eventuali memorie e gli indagati di presentare richiesta per farsi sentire.
Il 3 dicembre del 2024, erano state 77 le persone perquisite e di queste 8 arrestate e 69 indagate a vario titolo. Nel frattempo diverse posizioni sono state stralciate.
Nodo fondamentale, è bene ricordarlo, rimane l'udienza che è stata fissata per il 5 febbraio nella quale il giudice dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta dei pm di archiviazione delle accuse più gravi in capo ai principali indagati.
L'avviso di conclusione delle indagini, come già detto, è stato notificato a 28 persone mercoledì sera. Tra queste ci sono l'ex sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, l'ex sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, il commercialista Heinz Peter Hager, l'imprenditore trentino Paolo Signoretti e l'architetto Andrea Saccani.
Tra i nomi ci sono poi anche quelli dell'ex sindaco di Arco Alessandro Betta, quello di Tiziana Betta, vicepresidente del consiglio comunale, dell'ex assessore Luca Zeni e dell'ex assessore di Riva Mauro Falfer.
Alcuni indagati devono rispondere di corruzione, altri di finanziamenti (segreti) durante la campagna elettorale e non manca chi deve rispondere anche di reati tributari fino ad arrivare alla turbativa in concorso per l'appalto per l'affidamento di alcuni lavori.
Un quadro accusatorio, viene spiegato dalle difese, ridimensionato rispetto a quello iniziale. L'attesa ora è, come già detto, per la seduta che si terrà nei primi giorni di febbraio durante la quale si deciderà sull’archiviazione dell’ipotesi di associazione per delinquere.













