Dall'inchiesta "Romeo" all'apertura di un'altra indagine: il caso dell'ex vice presidente di Patrimonio del Trentino Andrea Merler
Merler era finito coinvolto nell'indagine "Romeo" in qualità di vicepresidente di Patrimonio del Trentino e dei suoi contatti con l'imprenditore Paolo Signoretti. Nel corso degli approfondimenti, però, erano usciti ulteriori aspetti che hann portato all'apertura di un nuovo fascicolo

TRENTO. Alcuni reati archiviati altri in attesa di un chiarimento. La posizione dell'ex consigliere comunale di Fratelli d'Italia ed ex vicepresidente di Patrimonio del Trentino, Andrea Merler, è stata stralciata dall'inchiesta madre “Romeo” e per lui è stato aperto un nuovo fascicolo per approfondire alcune posizioni.
Si tratta di un'indagine parallela nata da alcuni accertamenti che sono stati compiuti proprio dalle informazioni che sono emerse dalla prima inchiesta: il nome del politico era uscito in più occasioni e che era finito nei guai per alcuni episodi contro la pubblica amministrazione.
Merler era finito coinvolto nell'indagine in qualità di vicepresidente di Patrimonio del Trentino e dei suoi contatti con l'imprenditore Paolo Signoretti.
Nel corso degli approfondimenti, però, erano usciti ulteriori aspetti che poco riguardavano l'indagine “Romeo” e per questo si è proceduto con un fascicolo separato.
Le contestazioni che vengono mosse dall'accusa a Merler riguardano diversi ambiti. Si va dallo sfruttamento del servizio di recupero dell'auto attraverso Aci facendo credere di esserne socio, alle vicende che girano attorno all'abitazione a Gardolo dove, secondo l'accusa, avrebbe abitato fittiziamente, beneficiando di un contributo come prima casa.
Ci sarebbero poi questioni che riguardano i soldi per il rifacimento del giardino di casa, i finanziamenti alla campagna elettorale che Merler avrebbe chiesto offrendo, sembrerebbe, il suo impegno come vicepresidente di Patrimonio del Trentino per eventuali accordi o facilitazioni.
Sarebbe il caso, per esempio, del suo ruolo negli accordi con il comune di Riva del Garda e la costruzione del polo congressuale. Accanto a questo ci sarebbero poi anche altri doni e regalie che il politico avrebbe ricevuto da terzi che avevano come obiettivo quello di ottenere progetti da portare avanti da parte di Patrimonio del Trentino.
A novembre scorso l'ex consigliere comunale avrebbe cercato di spiegare la propria posizione davanti ai pm e si è sempre dichiarato pronto a chiarire. Alcuni reati sarebbero già stati archiviati mentre per altri sono in corso approfondimento.


















