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Trento
16 dicembre | 07:08

Inchiesta “Romeo”, dal giudice stop alla richiesta di archiviazione: sospesa ogni decisione e fissata una nuova udienza a febbraio

Il gip non ha accolto la richiesta dei pm per quanto riguarda l'archiviazione per 35 ipotesi di reato. Una sospensione in attesa di risentire i pm e le difese

Inchiesta “Romeo”, dal giudice stop alla richiesta di archiviazione

TRENTO. Nessuna archiviazione per quanto riguarda l'inchiesta “Romeo” che nel dicembre del 2024 aveva provocato un vero e proprio terremoto nel mondo politico ed economico del Trentino. Il giudice non ha accolto l'istanza  presentata dai pm e riguardante 35 ipotesi di reato e che avrebbe portato ad una vera e propria svolta ridimensionando l'inchiesta.

 

La magistratura, infatti, in un documento di 24 pagine aveva fatto un passo indietro, in particolare, sul reato di associazione per delinquere con l'aggravante del metodo mafioso. (QUI L'ARTICOLO)

 

Il provvedimento firmato dai pm, però, non ha convinto il gip che nelle scorse ore ha deciso che allo stato dei fatti non può essere accolto e che ha la necessità di risentire i pm e le difese prima di decidere. Fissando, così, una nuova udienza per il mese di febbraio.

 

Il giudice vuole vederci chiaro ed è stata sospesa, quindi, ogni tipo di decisione e occorrerà attendere febbraio per capire quale sarà il destino dell'inchiesta.

 

Un vero e proprio terremoto quello che aveva colpito il Trentino-Alto Adige nel dicembre del 2024 e che aveva visto agli arresti domiciliari volti noti della politica e dell'imprenditoria del territorio.

 

Le accuse iniziali sono state quelle di finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, oltre a diversi reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, induzione indebita, rivelazione di segreti d’ufficio e omissione di atti d’ufficio e altro ancora.

 

Le indagini avevano fatto emergere un intreccio tra imprenditoria e politica in tutta la regione, realizzato attraverso una compagine in grado di influire sulle scelte amministrative degli enti locali. Sono state coinvolte 77 persone fisiche, tra cui 11 amministratori pubblici, 20 dirigenti e funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell’ordine, professionisti e imprenditori.

 

Nei giorni scorsi la notizia del documento depositato dai pm aveva portato anche ad una serie di commenti da parte della politica. Massima cautela, invece, da parte delle difese.

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