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Coronavirus, Gimbe conferma il “rosso scuro” dell’Europa per Alto Adige, Trentino e Umbria: l’incidenza supera i 500 casi ogni 100.000 abitanti

Con il Trentino posizionato in zona “rosso scuro” dagli esperti europei Fugatti chiedeva al Governo di muoversi “per tutelare l’immagine del territorio”, ma ora la Provincia è finita in zona arancione e anche la fondazione Gimbe conferma i dati sull’incidenza rilevati dal Centro europeo

Di Tiziano Grottolo - 13 February 2021 - 12:43

TRENTO. “Analizzeremo i dati in queste ore e Iss dice che forse siamo in realtà sotto 500 e che l’avrebbe fatto presente. In questo caso deve essere il Governo a muoversi per tutelare l’immagine di un territorio, se è sovrastimato è giusto che venga contestato. L’Istituto superiore di sanità dovrebbe valutare la questione nelle prossime ore”. Così il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, dopo aver appreso che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) aveva posizionato il Trentino (assieme ad Alto Adige e Umbria) nella zona “rosso scuro”. Dati che forse poi così sbagliati non erano visto che lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha posizionato il Trentino in zona Arancione anche per via di un Rt che si attesta a 1.2 (CI: 1.12-1.28 calcolato il 27 gennaio).

 

A confermare i valori raccolti dall’Ecdc ci pensa anche la Fondazione Gimbe che dal 21 febbraio 2020 raccoglie e monitora quotidianamente i dati diffusi dal Ministero della Salute. Gli esperti della fondazione hanno analizzato i dati a proposito dei nuovi casi giornalieri di infezione da Coronavirus, l’incidenza per 100.000 abitanti e l’incremento percentuale dei casi di Covid-19.

Da questo quadro è possibile farsi un’idea su come la pandemia si sta sviluppando nelle varie Regioni e Province. Il dato peggiore è stato registrato dall’Alto Adige dove l’incidenza (26 gennaio-9 febbraio) ha raggiunto i 1520 casi positivi per 100.000 abitanti, con un incremento percentuale dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 10,5%. Al secondo posto l’Umbria con un’incidenza di 533 e un incremento del 7,1%. Sul podio dei peggiori anche il Trentino dove nelle ultime due settimane è stata rilevata un’incidenza di 501 casi positivi per 100.000 abitanti, mentre l’incremento percentuale dei casi totali di contagio tocca il 5%. Va ricordato che con un’incidenza superiore a 500 l’Ecdc posiziona i territori in zona “rosso scuro”, una classificazione che comunque non coincide con quella dell’Iss che si basa su Rt e altri 21 parametri. 

 

Tornando ai dati raccolti da Gimbe per quanto riguarda l’incidenza: Lombardia, Veneto, e Piemonte, alcune fra le Regioni più colpite dalla pandemia, si fermano rispettivamente a 240, 226 e 241 casi positivi per 100.000 abitanti. I dati migliori invece sono stati registrati in Valle d’Aosta, Sardegna e Basilicata dove l’incidenza non supera i 151 casi ogni 100.000 abitanti e nel caso della regione alpina si fermano ad appena 98 casi.

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