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Coronavirus, in Alto Adige positivo un tampone su quattro e 10 nuovi ricoveri: cambio di colore ormai a un passo. Spinta sulle vaccinazioni

Il tetto per entrare nella zona gialla sta per essere toccato anche con le terapie intensive e i ricoveri (l'incidenza è già ampiamente fuori controllo con 396 casi ogni 100.000 abitanti). Preoccupato Cartabellotta (Gimbe) che però spiega: ''“Al 15 novembre 2020 avevamo 7 regioni in zona rossa, 9 in zona arancione, quindi oggi dobbiamo dire grazie ai vaccini per trovarci in questa situazione''. Venerdì Alto Adige prima in tutte le voci sulle vaccinazioni

Di Luca Pianesi - 15 novembre 2021 - 12:17

BOLZANO. Un tampone su quattro positivo, 10 nuovi ricoveri e livelli di guardia ormai raggiunti su quasi tutti i parametri: sono questi i dati del report dell'Azienda sanitaria di Bolzano delle ultime 24 ore che complicano sempre di più la situazione per tutta la provincia.

 

Con un'incidenza a 7 giorni altissima, di 396 casi ogni 100.000 abitanti, i ricoveri in terapia intensiva che salgono al 9% e quelli nei normali reparti ospedalieri che ieri con 65 casi erano al 13% mentre oggi salgono a 74 casi la zona gialla sembra ormai dietro l'angolo (per cambiare colore, infatti, si deve superare un'incidenza di 50 casi ogni 100.000 abitanti, il 10% dei ricoveri in terapia intensiva e il 15% nei normali reparti ospedalieri). Il tutto è, ovviamente, ricollegabile al basso livello di vaccinazioni della popolazione visto che quasi il 30% dei residenti non ha ricevuto nemmeno una dose. In questo modo l'epidemia corre e anche i ricoveri (e purtroppo i decessi, lo si è visto negli scorsi giorni) continuano ad aumentare.

 

A parlare di “preoccupazione” per i dati in Alto Adige è anche Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che proprio questa mattina è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. “Il dato oggettivo è che siamo in ascesa nel numero dei casi, va detto però che questa circolazione del virus non è omogenea in tutto il Paese” ha spiegato Cartabellotta. “A Trieste i numeri cominciano a preoccupare, poi ci sono Bolzano e Gorizia. Stanno aumentando anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva”. 

 

Ad oggi, ha spiegato il presidente di Gimbe, l’unica regione che rischia di vedere il giallo in tempi non lunghissimi è il Friuli Venezia Giulia, nelle altre Regioni la situazione è ampiamente sotto controllo, ma la Provincia di Bolzano è a serissimo rischio. “Al 15 novembre 2020 avevamo 7 regioni in zona rossa, 9 in zona arancione, quindi oggi dobbiamo dire grazie ai vaccini per trovarci in questa situazione. Va detto anche che c’è stato un cambio di criteri per i colori delle regioni, se oggi avessimo gli stessi criteri dell’anno scorsa già diverse regioni sarebbero in zona arancione e altre in zona rossa”.

 

E che il vaccino sia l'unica strada per salvare salute ed economia pare un messaggio che, finalmente, sta passando anche tra gli altoatesini più reticenti. Lo dicono i dati nazionali analizzati da Lorenzo Rufino di Youtrend e Pagellapolitica che mostra chiaramente come venerdì scorso fossero i territori messi peggio quelli che stavano eseguendo più prime dosi in questa fase: prima la Provincia di Bolzano (ultima per residenti vaccinati ferma al 71,1%), poi la Calabria (penultima al 73%), la Sicilia (terzultima al 73,2%).

 


 

Ma l'Alto Adige era prima anche per seconde dosi e terze dosi dunque la comunità, ora che la situazione si sta facendo davvero difficile e i dati dicono che il cambio di colore è ormai prossimo la cittadinanza sta rispondendo in qualche modo ''presente''.

 

Certo le responsabilità della situazione attuale, che mette in serio pericolo anche la stagione invernale sia dal punto di vista economico che sociale, sono tutte da imputare alla comunità perché, questa volta va detto chiaramente, la politica ha davvero fatto di tutto per sostenere la campagna vaccinale prevedendo anche ''pacchetti vaccini'' con incluse le terme, le birre, la discoteca, i vax-bus e chi più ne ha più ne metta. Gli appelli alla responsabilità sono stati tantissimi ma egoismi personali, paure e teorie del complotto hanno prevalso per quasi il 30% della popolazione e ora la situazione è quella sotto gli occhi di tutti, drammatica perché si tornano anche a contare i decessi (4 in un giorno solo venerdì 12). 

 

 

I numeri in breve:

Test PCR:

Tamponi effettuati ieri: (14 novembre ): 883

Nuovi casi testati positivi da PCR: 233

Numero delle persone testate positive al coronavirus: 84.475

Numero complessivo dei tamponi effettuati: 693.977

Numero delle persone sottoposte al test PCR: 252.305 (+314)

Test antigenici:

Numero complessivo test antigenici: 2.267.251

Test antigenici eseguiti ieri: 4.069

Test nasali eseguiti fino al 14.11.2021: 1.043.506 test totali, 2.039 risultati positivi, di cui 1.238 confermati, 401 PCR negativi, 400 in attesa del risultato/non confermati con testo entro 3 giorni.

Dati casi positivi del (14.11.) per fascia d'età:
0-9: 23 = 10%
10-19: 36 = 15%
20-29: 35 = 15%
30-39: 27 = 12%
40-49: 28 = 12%
50-59: 31 = 13%
60-69: 30 = 13%
70-79: 16 = 7%
80-89: 6 = 3%
90-99: 1 = 0%
Totale: 233 = 100%

Altri dati:

Pazienti Covid-19 ricoverati nei normali reparti ospedalieri: 74

Pazienti Covid-19 in isolamento nelle strutture di Colle Isarco e Sarnes: 5

Numero di pazienti Covid ricoverati in reparti di terapia intensiva: 9

Decessi complessivi (incluse le case di riposo): 1.217 (+0)

Persone in quarantena/isolamento domiciliare: 6.326

Persone che hanno concluso la quarantena e l'isolamento domiciliare: 152.124

Persone alle quali sinora sono state imposte misure di quarantena obbligatoria o isolamento: 158.450

Guariti totali: 79.984 (+101)

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