Covid, Sporminore e Luserna al top per terze dosi durante la maratona vaccinale. Fugatti: ''Tutti i parametri superati e rischio zona gialla: preoccupano le ospedalizzazioni''
Antonio Ferro (direttore Apss): "Dobbiamo partire dal basso, da una grande maggioranza silenziosa. Mi aspetto da queste 70 mila terze e seconde dosi un aiuto comunicativo per aiutare altre persone a superare la paura e la diffidenza. Sono una testimonianza vera che non ci sono pericoli e non ci deve essere timore. Avremmo raggiunto questi risultati a metà gennaio, risultati da 7-10 giorni"

TRENTO. "Gli ultimi dati non sono per nulla buoni, in particolare per il picco di nuovi ricoveri". Commenta così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, l'ultimo bollettino sull'emergenza Covid. "Il dato dei contagi è più basso rispetto agli altri giorni ma è dovuto al fatto che era una giornata di festa e sono stati eseguiti meno tamponi. I numeri dei ricoveri sono fortemente negativi. Tutti i parametri sono in perfetta linea con la zona gialla e va monitorato quanto succederà. Se questo è il trend, difficilmente potremmo sfuggire al cambio di classificazione, almeno che i ricoveri non calino in modo importante. Probabilmente la valutazione avviene la settimana prossima e quindi da lunedì dovremmo ancora essere ancora in zona bianca".
Sono stati, infatti, superati tutti i parametri d'allerta e Trentino presenta dati da zona gialla. Già negli scorsi giorni era stata oltrepassata la soglia del 10% sulle terapie intensive, così come l'incidenza a 7 giorni è superiore ai 200 casi sui 100.000 abitanti quando la soglia è fissata a 50 casi. Ora anche quello delle ospedalizzazioni è stato superato e questo potrebbe far scattare il cambio di classificazione (Qui articolo).
Soddisfazione invece per l'andamento della maratona vaccinale. "Sono state somministrate 71.361 dosi, di cui 14.872 fuori lista e 4.116 prime dosi e va un forte ringraziamento alla popolazione che abbiamo visto convinta, decisa e anche felice di aderire alla campagna. Le iscrizioni erano 61 mila e 5 mila persone non si sono vaccinate, va detto che la giornata di ieri con la neve ha sicuramente bloccato qualcuno. Comunque è stato raggiunto un risultato importante per il quale va ringraziata la macchina dei volontari e dell'organizzazione sanitaria. A questo dobbiamo aggiungere le circa 10 mila dosi nei primi tre giorni dicembre - dice Fugatti - mentre fino alla vigilia di Natale abbiamo altre 21.861 iscrizioni. Un dato importante e la maratona ha accelerato fortemente la somministrazione di seconde e terze dosi, un impatto forte".
Il Comune che ha avuto il maggior numero di terze dosi in proporzione alla popolazione sono Sporminore e Luserna (20,2%), poi Croviana (19,7%), Canazei (19,5%) e Campitello di Fassa (18,8%). Sulle prime dosi invece le prime posizioni sono occupate da Ronchi Valsugana (2,4%), Soraga di Fassa (2,2%), Ruffrè-Mendola (1,8%), Imer, Capriana e San Giovanni di Fassa a 1,7%.
"Percentualmente c'è stata una buona risposta in val di Fassa - spiega Fugatti - ma è un territorio, con la val di Fiemme e il Primiero con una percentuale di vaccinati più bassa rispetto alle altre comunità. Chiaramente e l'abbiamo detto fin dall'inizio, l'adesione sulle prime dosi non è stata elevata rispetto alle attese, anche se i dati sono in linea con il trend nazionale".
Un punto debole della maratona è stata la somministrazione di prime dosi rispetto alla potenziale platea di 70 mila cittadini. "Dobbiamo partire dal basso - commenta Antonio Ferro, direttore generale facente funzioni dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari - da una grande maggioranza silenziosa che va ringraziata. Mi aspetto da queste 70 mila terze e seconde dosi un aiuto comunicativo per aiutare altre persone a superare la paura e la diffidenza. Sono una testimonianza vera che non ci sono pericoli e non ci deve essere timore. In questi 5 giorni inoltre alcuni titubanti hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo e vanno ringraziati per aver aderito. Quello degli indecisi è un problema nazionale, se non europeo. Ma in questi giorni è stato seminato molto e questa azione ci permetterà di convincere altre persone nei prossimi giorni. Prima di questa azione partivamo dall'8% di terze dosi, ora siamo sul 22,7% con la media italiana sopra il 16%, un dato importante per l'argine immunitario".
Alcuni dati. "Circa 37 mila persone tra 50-69 anni hanno aderito alla campagna e 16.644 invece tra 70-84 anni - spiega Ferro - un blocco in cui di solito abbiamo persone ricoverate ma vaccinate da più di 6 mesi. Queste somministrazioni ci permettono di ridurre i ricoveri e la circolazione virale. E' un esito molto rilevante perché abbiamo aumentato la possibilità di liberare posti nelle agende. Possiamo raggiungere l'obiettivo delle 100 mila somministrazioni prima del 24 dicembre: se avessimo seguito il trend di 11 mila dosi settimanali avremmo raggiunto questi numeri dopo 6-8 settimane e quindi dopo metà gennaio. Abbiamo anticipato la costruzione della diga e mi aspetto degli effetti tra 7-10 giorni".
C'è più cautela sull'obbligo vaccinale. "E' un tema più politico che scientifico e deve decidere il governo. Penso che l'obbligo in questa fase sia di difficile applicazione tecnica; sicuramente aumenterebbe la capacità ma cosa facciamo se una persona non si vuole vaccinare? A oggi il governo nazionale è quello che ha fatto di più e tante iniziative vengono ora riprese da altri Paesi europei, seppur in ritardo. E' una valutazione che deve eventualmente fare Roma", conclude Fugatti.






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