Maratona vaccinale, Fugatti: ''Bisogna aprire una riflessione sulle poche prime dosi. Ma oltre 70 mila inoculazioni, responsabilità e senso di unità della comunità''
Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, traccia un primo bilancio della maratona vaccinale. Sulla zona gialla: "C'è timore sul cambio di classificazione perché abbiamo già superato due parametri"

TRENTO. "I dati sono importanti: 70 mila trentini hanno deciso di vaccinarsi durante questa maratona". Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, traccia un primo bilancio di questi 5 giorni per accelerare nella somministrazione di prime e terze dosi. "Un grande risultato per senso di responsabilità e di unità della comunità".
Sono poco più di 70 mila le somministrazioni. "Avremmo certamente raggiunto qualche persona in più - continua il presidente della Provincia - ma l'affluenza è calata a causa della neve che ha ostacolato la mobilità". E anche a causa del maltempo tutti i centri chiudono alle 21 mentre solo quello di Lavis prosegue fino a mezzanotte.
"Circa 10 mila vaccinazioni sono fuori prenotazione. Oltre 70 mila grazie per il senso di responsabilità della comunità per mettere il territorio in sicurezza sanitaria. Gli ultimi giorni sono critici e questa azione può dare prospettiva anche sotto gli aspetti economici e sociali. Una grande sforzo reso possibile da centinaia di persone", dice Fugatti, mentre Maria Grazia Zuccali, direttrice del Dipartimento prevenzione, prosegue: "C'è stata tanta collaborazione, inoltre si è riusciti a parlare con le persone più dubbiose. Ma è evidente che la vaccinazione è efficace".
Un nodo è quello delle prime dosi, 4.100 circa a fronte di una platea stimata di 75 mila persone. "La nostra posizione è stata sempre stata di dubbio sull'obbligo per privilegiare un'opera di convincimento. Indubbiamente però si pensava di fare numeri maggiori - commenta Fugatti - soprattutto tra gli over 40. Sicuramente questo è un tema di riflessione per la comunità scientifica, per gli amministratori e per la politica. Si farà ancora qualche azione di comunicazione ma questo era un appuntamento importante".
Il Trentino si avvia a entrare in zona gialla. Negli scorsi giorni sono stati superati due parametri: le terapie intensive hanno già oltrepassato il 10% di occupazione e oggi il dato si è portato a 15 pazienti in rianimazione; l'incidenza a 7 giorni è superiore ai 200 casi sui 100.000 abitanti quando la soglia era fissata a 50 casi. Ora mancano 2 ricoveri in ospedali per superare anche l'ultimo parametro per far scattare il cambio di classificazione. C'è una forte preoccupazione sul sistema sanitario (Qui articolo).
"C'è timore per l'ingresso in zona gialla - aggiunge Fugatti - perché due parametri sono stati superati. Nel giro di tre giorni, la terapia intensiva è andata ben oltre la soglia d'allerta con 15 pazienti. Le ospedalizzazioni restano sotto l'alert e oggi i ricoveri sono stati contenuti, ma è chiaro che c'è la possibilità di cambiare classificazione".
Gli uffici dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari sono disponibili a chiarire ogni dubbio. "Il risultato di questo sforzo si vedrà la settimana prossima. A questi numeri dobbiamo aggiungere che tra fine novembre e inizio dicembre abbiamo somministrato altre 10 mila dosi e stiamo costruendo una diga per fronteggiare Covid. Un aspetto positivo è stato quello di aver chiarito alcune incertezze sull'adesione alla campagna alle persone. E' chiaro che gli sforzi non si concludono con la maratona e si prosegue anche nelle prossime settimane perché è stato fatta un'opera di semina", spiega Antonio Ferro, direttore generale facente funzioni dell'Apss, mentre Fugatti conclude: "Con questa azione si sono liberati posti per le prenotazioni dei prossimi giorni e questo agevola il discorso della messa in sicurezza".













