Coronavirus, i medici anestesisti e rianimatori: ''La maggior parte dei ricoveri non vaccinati. Aumento preoccupante e questo toglie cure ai pazienti non Covid''
Un aumento dei ricoveri che spinge l'Azienda provinciale per i servizi sanitari a rimodulare i servizi. L'aumento dei ricoveri manda in crisi il sistema e i reparti vengono trasformati per fronteggiare Covid. "I dati ormai sono schiaccianti: i paesi europei con meno casi sono quelli con i numeri delle vaccinazione più alti. L'appello è quello di aderire alla campagna quanto prima"

TRENTO. "La maggior parte dei ricoveri riguarda non vaccinati e questo trend in crescita dei tassi di ospedalizzazione ha poi delle ripercussioni importanti su tutto il sistema sanitario". A lanciare l'allarme è Giovanni Pedrotti, direttore anestesista e rianimazione dell'ospedale di Rovereto. "I dati ormai sono schiaccianti: i paesi europei con meno casi sono quelli con i numeri delle vaccinazione più alti. L'appello è quello di aderire alla campagna quanto prima".
Il Trentino si avvia a entrare in zona gialla. Negli scorsi giorni sono stati superati due parametri: le terapie intensive hanno già oltrepassato il 10% di occupazione e oggi il dato si è portato a 15 pazienti in rianimazione; l'incidenza a 7 giorni è superiore ai 200 casi sui 100.000 abitanti quando la soglia era fissata a 50 casi. Ora mancano 2 ricoveri in ospedali per superare anche l'ultimo parametro per far scattare il cambio di classificazione.
"Fino a metà novembre la pressione era più gestibile - aggiunge il direttore anestesista e rianimazione dell'ospedale di Rovereto - oggi abbiamo invece 10 pazienti in terapia intensiva a Rovereto e 5 ricoveri alla rianimazione di Trento. Una situazione non trascurabile. La maggior parte riguarda persone non vaccinate. Può capitare qualche ospedalizzazione di cittadini vaccinati, ma dopo 6 mesi sappiamo che la protezione si riduce e serve la dose booster. Questo non è un fallimento ma il normale decorso di una malattia nuova che si scopre sempre di più con il tempo. In inverno inoltre c'è una recrudescenza dei virus respiratori e questo si è aggiunto al momento in cui le inoculazioni già effettuate iniziano lentamente a perdere di efficacia".
Un aumento dei ricoveri che spinge l'Azienda provinciale per i servizi sanitari a rimodulare i servizi. L'aumento dei ricoveri manda in crisi il sistema e i reparti vengono trasformati per fronteggiare Covid. "C'è la capienza del numero dei posti letto - evidenzia Pedrotti - ma l'apertura dei reparti Covid o troppi ingressi in rianimazione comportano la riduzione delle altre attività, come le sale operatorie, perché dobbiamo fare i conti con il personale a disposizione. Moltissimi, per esempio, gli interventi chirurgici in arretrato dopo la prima e la seconda ondata e va evitato un altro allungamento dei tempi: anche i pazienti non Covid devono essere naturalmente curati e seguiti nelle possibilità migliori. E' fondamentale somministrare le prime e le terze dosi per una protezione massima e evitare un eccessivo carico sul sistema ospedaliero".
L'appello è quello di vaccinarsi. "Rispetto alle ondate precedenti c'è un'arma in più: il vaccino. In questa fase c'è un aumento di pazienti, compreso nelle rianimazione, la maggior parte senza dosi. Ma per sconfiggere il virus e ridurre le complicanze e gli impiatti della malattia è necessario aderire alla campagna", il commento di Lucia Pilati, anestesista rianimatrice all'ospedale di Trento.





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