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| 21 dic 2021 | 16:46

Covid, in Trentino terapie intensive da zona arancione (e dato peggiore d’Italia), ma senza “No-vax” sarebbero solo 4 i posti letto occupati in rianimazione

Incidenza da zona rossa e posti letto occupati in terapia intensiva da zona arancione, così il Trentino rischia di cambiare colore. Il direttore della rianimazione del Santa Chiara: “In terapia intensiva l’84% dei ricoveri riguarda pazienti non vaccinati”

Covid, in Trentino terapie intensive da zona arancione (e dato peggiore d’Italia)
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In Trentino peggiora la situazione sul fronte dei contagi da Sars-Cov-2. Se la scorsa settimana la Provincia di Trento è ufficialmente entrata in zona gialla andando ad analizzare i vari parametri si scopre che due di questi sono almeno da zona arancione (fra cui l’incidenza che è addirittura da zona rossa), mentre i posti letto occupati in area non critica rimangono da zona gialla.

 

Infatti, si entra in zona gialla se l’incidenza è pari o superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e il tasso di occupazione dei posti letto in area medica supera il 15%, mentre quello per le terapie intensive per pazienti Covid deve essere superiore al 10%. Invece, la zona arancione scatta quando l’incidenza raggiunge i 150 casi ogni 100.000 abitanti e il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva raggiunge rispettivamente il 30% e il 20%. Per la zona rossa infine, la soglia dell’incidenza rimane la stessa dell’arancione mentre mentre l’occupazione dei posti letto in area medica deve superare il 40% e quella della terapie intensive il 30%.

Con i dati forniti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari (aggiornati al 20 dicembre) in Trentino l’incidenza ha raggiunto i 314,09 casi ogni 100mila abitanti mentre il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva raggiunge rispettivamente il 19% e il 27%. Di conseguenza l’incidenza è da zona rossa mentre le terapie intensive sarebbero da zona arancione. Solo i posti letto nei normali reparti ospedalieri rimangono sotto la soglia del 30%. Per la cronaca il dato sulle terapie intensive è addirittura il peggiore d’Italia.

Per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva in Trentino, su 25 posti letto occupati (dato del 21 dicembre), circa l’84% ospitano pazienti non vaccinati. Come conferma Daniele Penzo, direttore del Dipartimento di anestesia e delle unità operative di rianimazione al Santa Chiara, su 25 pazienti Covid ricoverati i terapia intensiva (fra Trento e Rovereto) 21 non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, mentre sono solo 4 persone vaccinate che però soffrono anche di gravi patologie.

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