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Coronavirus, lo studio di Fbk che ha messo in guardia il Cts sulle riaperture: se l’Rt sale sopra l’1 c’è il rischio di nuove chiusure

Uno studio (che teoricamente sarebbe dovuto rimanere confidenziale) elaborato dalla Fondazione Bruno Kessler, sotto la supervisione dell’epidemiologo Stefano Merler, pare abbia convinto il Governo a frenare ulteriori riaperture considerate troppo rischiose

Di T.G. - 27 aprile 2021 - 12:19

TRENTO. Varie testate nazionali hanno dato ampio risalto a uno studio (che teoricamente sarebbe dovuto rimanere confidenziale) elaborato dalla Fondazione Bruno Kessler, sotto la supervisione dell’epidemiologo Stefano Merler, portato all’attenzione del Comitato tecnico scientifico in tema di riaperture.

 

Nello studio si analizza lo scenario epidemiologico legato alla pandemia avanzando delle ipotesi sulla sua evoluzione in rapporto alle riaperture. Eppure se il presidente del Consiglio Mario Draghi, annunciando le recenti riaperture, aveva parlato di un “rischio ragionato, fondato sui dati che sono in miglioramento”, forse la componente politica ha pesato più di quanto si vorrebbe ammettere. Non a caso diversi virologi avevano messo in guardia il Governo sulle riaperture anticipate, proprio quando ci si trova nel mezzo della campagna vaccinale e a quanto pare queste sono le conclusioni contenute anche nello studio di Fbk. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera lo stesso studio avrebbe avuto comunque un ruolo fondamentale per frenare ulteriori riaperture considerate troppo rischiose.

 

Le considerazioni del modello matematico utilizzato per fare le previsioni al 15 luglio partono dall’Rt calcolato fra il 31 marzo e il 13 aprile, quando l’indice nazionale era pari a 0.81. Ecco, in uno scenario senza particolari restrizioni, qualora l’Rt dovesse tornare a salire raggiungendo quota 1, i decessi giornalieri rimarrebbero stabili. Qualora invece l’Rt superasse quota 1 per la metà di luglio le vittime giornaliere potrebbero aumentare in maniera importante.

 

Secondo l’analisi di Merler, per limitare i decessi, sarebbe stato meglio posticipare le riaperture al 12 maggio quando l’incidenza sarebbe stata più bassa. In questo caso i morti giornalieri sarebbero potuti essere più o meno la metà attestandosi attorno al centinaio. Attualmente l’Rt nazionale si aggira attorno al valore di 0.81, l’obiettivo però deve essere quello di non tornare a 1, né tanto meno superarlo. Con la ripartenza delle scuole in presenza però parte di questo margine è già stato eroso. La speranza dunque resta quella di riuscire a mantenere sotto controllo la curva dei contagi altrimenti in futuro potrebbero prospettarsi nuove chiusure.

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