Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, lo studio Fbk: “Fra i contatti stretti di un infetto oltre la metà risulta positiva, nel 6,6% dei casi fra gli over 60 si è sviluppata una forma critica della malattia”

Le stime di Fbk sulla probabilità di sviluppare dopo l’infezione sintomi critici tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva o da portare alla morte del paziente: “La maggior parte degli infetti non ha sviluppato sintomi respiratori o febbre, ma nel 6,6% dei casi chi ha sopra i 60 anni è andato incontro a una forma critica della malattia”

Di Tiziano Grottolo - 17 March 2021 - 12:53

TRENTO. Qual è la probabilità di sviluppare sintomi e di progredire verso condizioni critiche dopo aver contratto l’infezione da coronavirus?”, è questa la domanda che si sono posti gli esperti della Fondazione Bruno Kessler che hanno pubblicato sulla rivista scientifica Jama Network Open un nuovo studio epidemiologico sul coronavirus.

 

Lo studio, il cui primo autore è Piero Poletti del centro di ricerca Health Emergencies di Fbk guidato da Stefano Merler, ha definito i tassi di sviluppo dei sintomi respiratori e febbre legati all’infezione da Sars-CoV-2 in relazione all’età e al sesso. Inoltre, sono state elaborate delle stime sulla probabilità di sviluppare dopo l’infezione sintomi critici tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva o da portare alla morte del paziente.

 

I ricercatori hanno analizzato una coorte di 5484 individui identificati e quarantenati durante le operazioni di tracciamento dei contatti avvenute tra febbraio e aprile 2020 in Lombardia, scoprendo che fra i contatti stretti di persone infettate dal Covid oltre la metà è risultata a sua volta positiva. Tuttavia, la maggior parte degli individui infetti non ha sviluppato sintomi respiratori o febbre.

 

 

La proporzione di infezioni fra chi ha sviluppato sintomi spazia dal 18% tra i partecipanti sotto i 20 anni al 65% di quelli di età maggiore o uguale a 80 anni. Solo il 26% dei soggetti infetti sotto i 60 anni ha poi sviluppato sintomi o febbre superiore ai 37.5 gradi, mentre il 6,6% degli infetti sopra i 60 anni ha sviluppato una forma critica della malattia. Il rischio di malattia critica è risultato del 53% inferiore nelle donne rispetto agli uomini. “La frazione estremamente bassa di bambini e giovani adulti che sviluppano sintomi – evidenziano gli esperti – sottolinea le difficoltà nell’identificare tempestivamente le infezioni e controllare i potenziali focolai con un sistema di sorveglianza basato sulla notifica dei sintomi”.

 

Il contributo innovativo di questo studio risiede nel fatto che le stime sono state ottenute da un campione rappresentativo delle infezioni, includendo solo soggetti provenienti da cluster di contatti in cui tutti gli individui erano stati testati, via tampone molecolare o via screening serologico. Inoltre, va sottolineato come le stime riguardanti il rischio di sviluppare sintomi o malattia critica negli individui infetti da Sars-CoV-2 rappresentano un elemento fondamentale per interpretare correttamente le dinamiche epidemiche osservate e per identificare i luoghi e le fasce di età in cui la trasmissione può più facilmente rimanere inosservata.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
03 dicembre - 05:01
Sono moltissimi in queste settimane i bambini rimasti a casa dall'asilo con diverse patologie. Non solo virus sinciziale ma anche casi di otite, [...]
Cronaca
03 dicembre - 08:24
Gli acquirenti, dopo aver visionato i veicoli su internet si recavano per dei giri di prova in concessionaria. A quel punto consegnavano agli [...]
Cronaca
03 dicembre - 07:42
E' successo nel tunnel tra Laives e Bronzolo. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso le verifiche da parte dei carabinieri di Egna
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato