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Covid, lo “studio segreto” di Fbk sulle riaperture: “Se l’Rt fosse salito sopra 1.25 il numero di morti sarebbe aumentato in maniera critica”

Fbk ha reso note le conclusioni dello “studio segreto” che l’epidemiologo di Stefano Merler aveva presentato al Cts: “Gli scenari di rischio sono quanto di più distante può esserci da una previsione”

Di Tiziano Grottolo - 19 May 2021 - 16:24

TRENTO. Alle fine di aprile aveva fatto discutere la notizia trapelata da ambienti vicini al Comitato tecnico scientifico dell’esistenza di uno “studio segreto” che metteva in guardia sul possibile aumento dei contagi in seguito alle riaperture. Secondo alcuni sarebbe stato proprio dopo aver visto i dati raccolti da Stefano Merler, epidemiologo direttore del Centro per le Emergenze Sanitarie della Fondazione Bruno Kessler, che Cts e Governo avrebbero utilizzato maggiore cautela prima di allentare le restrizioni. Come spiegava lo stesso Merler (in un comunicato ufficiale di Fbk): Lo studio si limita a fornire una stima del possibile impatto in termini di numero di casi e decessi attesi nel breve-medio periodo sulla base di diversi scenari ipotetici associati al livello di trasmissibilità (Rt) che si raggiungerà a seguito delle riaperture”.

 

Ora, a distanza di alcune settimane, Fbk è tornata sulla questione per smentire le informazioni riguardo presunte previsioni sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia effettuate dalla Fondazione stessa. Al contrario di quanto riportato da alcuni infatti, l’analisi presentata da Merler al Cts lo scorso 16 aprile riguardava esclusivamente scenari di rischio. “Gli scenari di rischio sono quanto di più distante può esserci da una previsione – sottolinea l’epidemiologo di Fbk – con una previsione si suppone di conoscere, anche se con un certo margine di incertezza, ciò che avverrà o come si svolgeranno in futuro gli eventi. Con un’analisi di scenario ci si limita a descrivere quello che potrebbe succedere al verificarsi o meno di certi eventi”.

 

Nello specifico, nell’analisi presentata al Cts lo scorso 16 aprile, non sono state presentate previsioni su quale sarebbe potuto essere il valore di Rt (la trasmissibilità) a seguito delle riaperture. “Fossero state fatte previsioni di questo tipo – precisa Merler – si sarebbe potuto prevedere il numero di morti conseguenti e si sarebbe trattato di una vera previsione. Ma ciò non è avvenuto, anche perché eravamo pienamente consapevoli che non era possibile farlo. Al contrario, l’analisi condotta si è limitata a mostrare cosa sarebbe potuto succedere se l’Rt, a seguito delle riaperture, fosse in primo luogo restato sotto alla soglia di 1; in secondo luogo arrivato esattamente a 1; infine se fosse salito a 1.25. Si tratta appunto di scenari associati al diverso valore di Rt a seguito delle riaperture”.

 

Le conclusioni dello studio presentato da Merler erano queste: se Rt fosse rimasto sotto 1, il numero di decessi avrebbe ovviamente continuato a decrescere. Se fosse salito a 1, con riaperture il 26 aprile, il numero di decessi sarebbe rimasto pressoché costante intorno a valori medi di 100 morti al giorno. Se fosse salito a 1.25 il numero di morti sarebbe ovviamente cresciuto e diventato critico, richiedendo ulteriori interventi per mitigare l’epidemia.

 

Fbk rileva inoltre come con le riaperture intorno a inizio-metà maggio (dato che non è in grande contraddizione con le riaperture del 26 aprile) e mantenendo Rt sotto 1 (cosa che si è poi verificata, in quanto Rt da aprile ad oggi è oscillato tra 0.8 e 0.9) il numero di morti sarebbe stato estremamente ridotto. “Analizzando retrospettivamente gli scenari presentati in Cts – afferma Fbk – dato il fatto che Rt è sempre restato sotto 1 lo scenario che più si avvicina alla realtà è quello con Rt inferiore a 1, caratterizzato da numero di morti ‘estremamente ridotto’, o comunque in diminuzione”.

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