Marmolada, ''Riaprire la montagna? Ci sono ipotesi ma questo crollo incide. Il crepaccio? Non ci sorprende nulla ma impossibile capire quando un evento possa accadere''
Proseguono le attività di monitoraggio del ghiacciaio della Marmolada. I tecnici della Protezione civile del Trentino oggi hanno effettuato ulteriori verifiche, anche sul crepaccio. Incidono le temperature elevate, compreso in quota, in questa estate anomala. Il dirigente Raffaele De Col: "L'eventuale riapertura di una porzione della montagna in quota viene valutata con i tecnici, con gli esperti e con l'amministrazione comunale di Canazei"

TRENTO. "L'eventuale riapertura di una porzione della montagna in quota viene valutata con i tecnici, con gli esperti e con l'amministrazione comunale di Canazei". Queste le parole di Raffaele De Col, dirigente generale della Protezione civile del Trentino. "E' però ancora prematuro ipotizzare gli step successivi: inevitabile tenere conto di quanto avvenuto a inizio luglio ma sicuramente ci sono ulteriori riflessioni e conseguenze per l'evento registrato nelle scorse ore".
L'area della tragedia costata la vita a 11 persone è, come noto, interdetta agli escursionisti da domenica 3 luglio. E dopo aver identificato tutte le vittime coinvolte nel drammatico crollo del seracco sulla Marmolada, le operazioni sono entrate in una fase successiva. Fermate temporaneamente per l'allargamento di un crepaccio sul massiccio (Qui articolo). Ulteriori eventi che non sono stati esclusi nelle scorse settimane.
"Il dramma del 3 luglio è stato così imprevedibile e che adesso non ci si può sorprendere più di nulla. L'area viene costantemente monitorata e le valutazioni sono in evoluzione. Le strumentazioni - evidenzia De Col - ci permettono di registrare e analizzare i movimenti del ghiacciaio ma non c'è la capacità di predizione: si può sapere dove e come prestare attenzione, ma è quasi impossibile stabilire il quando di un evento di questo tipo. E questo aspetto richiede grandissima attenzione".
A lanciare la segnalazione di domenica 17 luglio è stato il gestore del rifugio Marmolada, il quale ha riferito alle autorità di un forte rombo sulla destra orografica del massiccio e dell'apertura di un grande crepaccio. Dalle prime rilevazioni aeree dei tecnici si stima che il crepaccio abbia una larghezza di circa 200 metri per uno spessore tra i 25 e i 35 metri ma sono in corso i rilievi completi per capire in modo più approfondito la situazione (Qui articolo).
"Abbiamo ricevuto la segnalazione di quattro forti boati - spiega Mauro Gaddo, direttore dell’Ufficio previsioni e pianificazione della Protezione civile della Provincia di Trento - dovuti al movimento del ghiacciaio sulla destra orografica rispetto all'area del crollo del seracco. Il crepaccio c'è sempre stato ma sembra si sia allargato e c'è una grande quantità di acqua che entra nella frattura. Al momento del primo sopralluogo intorno alle 13.30 di domenica 17 luglio sono stati registrati 16 gradi".
All'indomani di tutti i riconoscimenti ufficiali, le autorità avevano previsto di proseguire nelle ricerche in quota dei reperti: attività che impiegano i droni del copro permanente dei vigili del fuoco per geolocalizzare i materiali e poi la raccolta sul campo con le squadre interforze e due unità cinofile.
L’incolumità delle persone è garantita inoltre da due vedette dei vigili del fuoco volontari di Canazei, mentre i radar interferometrici e doppler posizionati in quota consentono di monitorano l’eventuale movimento del ghiacciaio (Qui articolo).
Conclusa questa fase e con la sospensione delle ricerche, l'ipotesi è quella di una parziale riapertura della montagna, sulla base dei dati tecnici forniti dall’attrezzatura di monitoraggio. Ma nelle scorse ore c'è stato un ulteriore crollo con l'apertura di un crepaccio "di grandi dimensioni, la frattura è più spostata verso la verticale del rifugio - ha spiegato a Il Dolomiti il presidente del soccorso alpino del Trentino, Walter Cainelli - rispetto all'area della tragedia. Questo evento richiede di prestare ancora più attenzione nelle attività in quota" (Qui articolo).
In attesa dei dati dei sul crepaccio, le attività sono momentaneamente sospese in attesa che ci siano maggiori garanzie di sicurezza. Le temperature elevate, anche a quote alte, aumentano infatti i rischi su un'area in questo momento particolarmente fragile. Ancora più complicato prevede una riapertura, seppur parziale, della zona agli escursionisti.
"Questo ulteriore evento deve essere preso in debita considerazione perché ci possono essere altre situazioni simili. Le decisioni vengono prese sulla base delle indicazioni dei tecnici e con il confronto dell'amministrazione comunale. ", conclude De Col.
Intanto la Procura di Trento ha concesso il nulla osta per le 11 vittime del crollo del seracco sulla Marmolada e le famiglie possono così procedere con i funerali. Alle sei vittime identificate subito, Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo, la trentina Liliana Bertoldi e due turisti della Repubblica Ceca (Pavel Dana e Martin Ouda), si erano aggiunti anche i nomi delle persone disperse e reclamate: i coniugi Davide Miotti e Erica Campagnaro, la coppia Manuela Piran e Gianmarco Gallina, e il 22enne Nicolò Zavatta, il più giovane delle vittime e tra quelle riconosciute tramite Dna (Qui articolo).
Grande il lutto in tutto il Trentino per la morte di Liliana Bertoldi, la 54enne era molto conosciuta per via del suo lavoro di ambulante. Il sindaco del centro abitato termale, Gianni Beretta, l'ha voluta ricordare sottolineando “il vuoto enorme” lasciato dalla donna, “una persona solare, molto attiva e molto conosciuta. La notizia che fosse tra i dispersi aveva gettato nello sconforto, nella preoccupazione e nella tristezza tutti". Il funerale è previsto alle 16 di mercoledì 20 luglio alla chiesa arcipretale di Levico.




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