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| 18 lug 2022 | 12:34

Tragedia della Marmolada, dopo l'apertura del crepaccio sospese le operazioni in quota. Le elevate temperature non rendono sicura l'area

Attività che sono state sospese e che riprenderanno non appena ci saranno le condizioni per poter lavorare in sicurezza. Sono stati registrati alcuni piccoli crolli, causati dalle temperature particolarmente elevate di questa estate

TRENTO. Temperature elevate, strumentazioni in quota che monitorano la calotta di ghiaccio hanno registrato piccoli crolli nell'area della tragedia di domenica 3 luglio e l'apertura del crepaccio di 200 metri inducono a un supplemento di cautela. Oggi sono stati effettuati alcuni sopralluoghi dai tecnici ma sono state sospese le operazioni sulla Marmolada. A terra anche i droni, utilizzati per le ricognizioni prima degli interventi mirati mentre proseguono i monitoraggi a distanza.

 

Nella giornata di ieri è stato registrato un forte rombo sulla destra orografica del massiccio e si è aperto un grande crepaccio con una larghezza di circa 200 metri per uno spessore tra i 25 e i 35 metri (Qui articolo). A Il Dolomiti il presidente del Soccorso alpino trentino, Walter Cainelli, aveva parlato a seguito di questo nuovo evento della necessità di aumentare ancora di più l'attenzione per garantire la massima sicurezza degli operatori impegnati in questi giorni nelle attività via terra: "La situazione dei ghiacciai in generale è molto complicata" (Qui articolo). 

 

L'area è ancora chiusa da ordinanza mentre le attività della fase 2 sono state sospese e riprenderanno non appena ci saranno le condizioni per poter lavorare in sicurezza. Negli scorsi giorni, inoltre gli strumenti di rilevazione che monitorano la calotta di ghiaccio hanno registrato piccoli crolli nella zona interessata dal disastro, con la caduta di un alcuni di blocchi di ghiaccio. I movimenti sono causati dalle temperature particolarmente alte di questa estate anomala (Qui articolo).

 

Intanto la Procura di Trento ha concesso il nulla osta per le 11 vittime del crollo del seracco sulla Marmolada e le famiglie possono così procedere con i funerali. Alle sei vittime identificate subito, Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo, la trentina Liliana Bertoldi e due turisti della Repubblica Ceca (Pavel Dana e Martin Ouda), si erano aggiunti anche i nomi delle persone disperse e reclamate: i coniugi Davide Miotti e Erica Campagnaro, la coppia Manuela Piran e Gianmarco Gallina, e il 22enne Nicolò Zavatta, il più giovane delle vittime e tra quelle riconosciute tramite Dna (Qui articolo).

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