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| 16 lug 2022 | 20:04

Tragedia della Marmolada, ''ora le vittime possono ricevere una degna sepoltura''. Restituite le salme ai familiari

Le analisi dei carabinieri del Ris di Parma sono terminate nel pomeriggio di ieri e gli accertamenti di laboratorio, cioè l'estrazione e la comparazione del dna su circa un centinaio di campioni hanno permesso di ricondurre tutti i profili genetici, confermando l’identità delle undici persone decedute

TRENTO. Sono terminate le operazioni dei carabinieri per la ricomposizione delle salme appartenenti alle vittime della tragedia della Marmolada. Ora i corpi hanno ricevuto il nulla osta della Procura per la restituzione alle famiglie e possono ricevere una degna sepoltura

 

"Le attività - spiega la nota dei carabinieri - si sono concluse oggi (sabato 16 luglio) e si sono svolte in un clima di umanità e di cordoglio al Centro operativo di soccorso adibito all’interno della caserma dei vigili del fuoco volontari di Canazei, con la collaborazione del personale presente nella struttura".

 

Le analisi dei carabinieri del Ris di Parma sono terminate nel pomeriggio di ieri (venerdì 15 luglio) e gli accertamenti di laboratorio, cioè l'estrazione e la comparazione del dna su circa un centinaio di campioni, viene spiegato dalle forze dell'ordine, hanno permesso di ricondurre tutti i profili genetici, confermando l’identità delle undici persone decedute

 

"Si è trattato di un lavoro delicato - dicono i carabinieri -  anche in considerazione dell’elevato numero di reperti che ora, con il nulla osta della Procura della Repubblica di Trento che coordina le indagini, possono ricevere degna sepoltura. Alcuni familiari hanno anche potuto ricevere materiali e attrezzature appartenuti ai propri cari e recuperati dalle squadre di soccorso durante le ricerche".

 

Sei vittime del terribile crollo del seracco erano state subito identificate. Il 27enne Filippo Bari, che poco prima del distacco del seracco aveva scattato un selfie sulla Marmolada. In memoria del giovane, che lascia la compagna ed il figlio di 4 anni, gli amici del Comune di Malo, nel Vicentino, hanno organizzato anche una raccolta fondi. Il 48enne Tommaso Carollo, di Thiene, sulla Marmolada il 3 luglio insieme alla compagna, rimasta ferita e ricoverata al Santa Chiara di Trento. 

 

La valanga di ghiaccio e roccia ha travolto anche Paolo Dani, 52enne di Valdagno ed espertissima guida alpina che dal 2012 al 2020 è stato a capo del soccorso alpino di Recoaro-Valdagno. “Come può una tragedia già immensa diventare ancora più grande – avevano scritto i compagni dell'uomo – a noi sta succedendo questo. Non riusciamo a crederci, è tanto dura realizzare che non ti rivedremo. Non ci dimenticheremo mai di te e ti penseremo sempre con il sorriso". 

 

Grande il lutto in tutto il Trentino poi per la morte di Liliana Bertoldi, la quarta vittima della tragedia sulla Marmolada ufficialmente riconosciuta. La 54enne di Levico Terme era molto conosciuta in Trentino per via del suo lavoro di ambulante, era da poco diventata nonna per la seconda volta. La tragedia ha colpito Liliana proprio a due giorni di distanza dal suo compleanno e il sindaco di Levico Terme Gianni Beretta l'ha voluta ricordare sottolineando “il vuoto enorme” lasciato dalla donna, “una persona solare, molto attiva e molto conosciuta. La notizia che fosse tra i dispersi aveva gettato nello sconforto, nella preoccupazione e nella tristezza tutti”. 

 

Poi sulla Regina delle Dolomiti erano stati recuperati e identificati anche i corpi dei due turisti stranieri coinvolti nella tragedia, Martin Ouda, di 48 anni, e Pavel Dana, di 47 anni. Entrambi erano turisti provenienti dalla Repubblica Ceca, entrambi padri di famiglia, e lasciano 6 bambini, oltre alle rispettive compagne. A loro, in questo triste elenco, si sono aggiunti le due coppie Davide Miotti e Erica Campagnaro, Manuela Piran e Gianmarco Gallina, e il 22enne Nicolò Zavatta.

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