Nuovo distacco sulla Marmolada (VIDEO), un crepaccio largo 200 metri. Il soccorso alpino: ''Le operazioni della fase 2 proseguono ma con un supplemento di attenzione''
La segnalazione è arrivata dal gestore del rifugio e il crepaccio si trova sulla destra orografica del massiccio. Il presidente del soccorso alpino del Trentino, Walter Cainelli: "Le temperature continuano a essere particolarmente elevate e serve una grande attenzione in quota"

TRENTO. "Le temperature continuano a essere particolarmente elevate e serve una grande attenzione in quota". Queste le parole di Walter Cainelli, presidente del soccorso alpino del Trentino, nel commentare il nuovo distacco avvenuto sulla Marmolada in queste ore. "La spaccatura è molto grande e l'area viene costantemente monitorata per garantire la massima sicurezza in questa fase di ricerche di materiali".
A lanciare la segnalazione il gestore del rifugio, il quale ha riferito alle autorità di un forte rombo sulla destra orografica del massiccio e dell'apertura di un grande crepaccio. Dalle prime rilevazioni aeree dei tecnici si stima che il crepaccio abbia una larghezza di circa 200 metri per uno spessore tra i 25 e i 35 metri (Qui articolo).
La zona, come noto, è interdetta agli escursionisti dopo la tragedia del 3 luglio scorso. Le attività di osservazione del ghiacciaio proseguono tramite laser e interferometro. Una spaccatura già presente ma che si sarebbe ulteriormente allargata per il crollo odierno (domenica 17 luglio), "più spostata verso la verticale del rifugio - spiega Cainelli - rispetto all'area della tragedia di domenica 3 luglio. La situazione dei ghiacciai in generale è molto complicata".
Nella giornata di ieri, i carabinieri hanno terminato le operazioni di ricomposizione delle salme appartenenti alle vittime della tragedia. I corpi sono stati restituiti alla famiglia e possono ricevere una degna sepoltura (Qui articolo). E dalla scorsa settimana è stata avviata la cosiddetta fase 2 nella gestione dell’area della Marmolada interessata dal crollo del seracco.
Le ricerche dei reperti in quota proseguiranno attraverso l’impiego dei droni del Corpo permanente dei vigili del fuoco: ogni 3 giorni la raccolta del materiale geolocalizzato sarà eseguita a cura della squadra interforze con due unità cinofile composta da vigili del fuoco volontari di Canazei, soccorso alpino del Trentino, polizia di Stato e guardia di finanza, per un totale di 10 operatori.
Il comandante dei vigili del fuoco volontari di Canazei, Giuseppe Costantino, aveva specificato che saranno usati i cani e i droni “che cercheranno i reperti per poi segnalarli alle squadre di terra”. L’incolumità delle persone sarà garantita da due vedette dei vigili del fuoco volontari di Canazei, che si occuperanno anche dell’eventuale trasporto dei reperti e grazie all’impiego di radar interferometrici e doppler, che monitorano l’eventuale movimento del ghiacciaio (Qui articolo).
"Fortunatamente - aggiunge Cainelli - gran parte del lavoro è stato portato a termine con un'ottima collaborazione interforze e l'intervento dei Ris di Parma per le analisi e le identificazioni delle vittimi. Oggi i droni erano operativi quando è avvenuto questo distacco. La situazione è monitorata ma è chiaro che queste temperature e la fragilità della montagna richiedono un supplemento di attenzione nelle operazioni".
Conclusa questa fase, con la sospensione delle ricerche, l'ipotesi è quella di una parziale riapertura della montagna, sulla base dei dati tecnici forniti dall’attrezzatura di monitoraggio. Ma questo ulteriore crollo potrebbe comportare ulteriori riflessioni in merito alle tempistiche. "Le ipotesi vengono valutate dai tecnici e dai glaciologi che sono operativi per analizzare la situazione quotidianamente", conclude Cainelli.














