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| 04 lug 2022 | 17:08

Tragedia sulla Marmolada: “I dispersi? Se qualcuno è stato trascinato in un crepaccio sarà difficile riuscire a individuarlo”

Il presidente del Soccorso alpino nazionale Maurizio Dellantonio dopo la tragedia: “Ci sono molti reperti in superficie, in buona parte umani. Nei prossimi giorni continueremo con l'attività di sorvolo, soprattutto con i droni. Ad ogni rinvenimento siamo pronti per le operazioni di recupero, sempre in piena sicurezza”

Tragedia sulla Marmolada: “I dispersi?

TRENTO. Da qui a qualche settimana potrebbero ancora essere scoperti dei corpi sulla Marmolada? “Dovrei dire di no ma non posso, abbiamo visto dei crepacci molto larghi e molto profondi che oggi non esistono più: sono stati completamente coperti da ghiaccio e rocce. Se qualcuno è stato trascinato là dentro è molto difficile riuscire a recuperarlo in tempi brevi”. Sono queste le parole del presidente del Soccorso alpino nazionale, il trentino Maurizio Dellantonio, oggi (4 luglio) a Canazei per le operazioni di ricerca dopo la tragica valanga che ieri è costata la vita ad almeno 7 persone sulla Regina delle Dolomiti.

 

In questo momento, spiega Dellantonio, sono molti i reperti in superficie: “In buona parte umani. Sono stati tutti catalogati e bisognerà capire con test futuri a chi appartengono. Nei prossimi giorni continueremo con attività di sorvolo, soprattutto con droni. Ad ogni rinvenimento siamo pronti ad intervenire con il recupero, sempre in piena sicurezza, sempre considerando che al di sopra c'è tutta quella massa che resta instabile”.

 

Ad oggi inoltre, dice il presidente del Soccorso alpino: “E' improponibile fare un'altra attività di ricerca. Non è più possibile scavare in quella massa che ormai si è consolidata. Non si riesce se non con mezzi meccanici che in questo momento non è il caso di inviare sul posto”. Si rischia quindi di non riuscire a trovare tutte le persone coinvolte? “Noi speriamo di sì” risponde Dellantonio, sottolineando che per quanto riguarda gli accumuli di detriti e ghiaccio che si sono consolidati in basso, sotto il limite del ghiacciaio: “Possiamo dire che saranno verificati durante l'estate e rimossi tutti”.

 

Diversa invece la situazione più in alto, soprattutto per quanto riguarda quella massa di ghiaccio entrata nei crepacci per una profondità di 30-40 metri: “Se qualcuno è stato trascinato dentro – dice Dellantonio– è molto probabile che sarà molto difficile individuare quella persona”. In questo momento gli accumuli variano da 2-3 metri a più di 10, ogni giorni i soccorritori aspettano che qualcosa risalga in superficie: “Se troviamo un reperto – dice il presidente del Soccorso alpino – quella per noi diventa una zona primaria di interesse” all'interno della quale si concentrano quindi le ricerche.

 

Le ricerche proseguiranno con ogni probabilità per qualche settimana, dice Dellantonio, visto che sarà necessario anche aspettare l'azione del caldo. I geologi e nivologi della Provincia di Trento sono stati portati sul ghiacciaio: “Ad ogni attività che svolgono a monte fanno una relazione, quella relazione indica anche a noi se c'è una possibilità di intervento diverso da quello che stiamo portando avanti adesso”.

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