Covid19, Trentino verso la zona arancione? Ferro: ''Poco probabile ma difficile fare pronostici'' e l'appello: ''Per Natale e Capodanno incontri con numeri limitati''
Il direttore dell'Azienda sanitaria sottolinea l'importanza di fare il richiamo del vaccino a 150 giorni dall'ultima dose: ''E' fondamentale e lo si vede anche nella situazione dei ricoveri. Il ministero sta lavorando e sta valutando di far valere il green pass 6 mesi e non più 9 mesi per spingere in questa direzione della vaccinazione il prima possibile"

TRENTO. Trentino verso la zona arancione a Capodanno? “Poco probabile ma nessuno può dire con certezza cosa accadrà nei prossimi giorni”. A dirlo è il direttore dell'Azienda sanitaria di Trento, Antonio Ferro, in merito alla possibilità che a giorni la provincia di Trento, dopo essere entrata in fascia gialla, passi in quella arancione.
I dati non sono dei migliori. Nell'ultima settimana (ad esclusione del lunedì) abbiamo avuto un numero di contagi che va dai 260 ai 300 ogni giorno e anche i ricoveri sono aumentati. Abbiamo 124 persone ricoverate di cui 25 in terapia intensiva e per la maggior parte sono no vax. (Qui gli ultimi dati del bollettino di martedì 20 dicembre)
Incidenza e terapie intensive mostrano valori di allarme e questo preoccupa ancora di più considerando le festività che abbiamo davanti e le opportunità di ritrovi e assembramenti che possono crearsi. Quello che è certo, spiega a ilDolomiti.it il direttore Ferro, è che occorre fare una valutazione quotidiana della situazione e che serve molta cautela.
Dottor Antonio Ferro, ieri abbiamo registrato circa 300 contagi. Quale giudizio dare alla situazione in Trentino?
E' difficile vedere esattamente la situazione. Stiamo navigando a vista. Abbiamo la necessità di fare una valutazione quotidiana anche perché purtroppo abbiamo visto come i ricoveri siano molto ballerini: in alcuni giorni ne abbiamo 6 altri 8 o 10. Per ora sembrerebbero stabilizzarsi su questa decina di casi al giorno e se si fermasse a questo valore dovrebbero aiutarci a a pensare che siamo arrivati al plateau. Però è molto difficile in questa fase fare pronostici. Io spero che il vaccino tenga e che riusciamo sempre ad aumentare la copertura vaccinale. Ora lavoreremo per aprire ulteriori sedute in modo tali che le persone possano vaccinarsi.
L'impegno messo non sembra scalfire chi non ha ancora aderito alla campagna vaccinale.
Ormai per lo zoccolo duro sia da noi che nelle altre zone vicine alla nostra vediamo che il numero di prime dosi è molto minimale e non mi aspetto che possano esserci grossi incrementi da parte del gruppo che ha deciso di non vaccinarsi. Questo è ormai un ulteriore elemento e purtroppo dobbiamo prenderne atto.
I dati ormai dimostrano chiaramente quando sia importante la vaccinazione. Lo si vede anche in Trentino.
Si, questo è evidentissimo nella parte dei soggetti in rianimazione in cui vediamo quando sia importante essere vaccinati con le tre dosi. Rifare la vaccinazione alla scadenza dei 150 giorni è un fatto importante per evitare l'ospedalizzazione. L'augurio è che il popolo delle seconde dosi rispetti e vada il prima possibile a vaccinarsi con la dose booster. Il ministero sta lavorando e sta valutando di far valere il green pass 6 mesi e non più 9 mesi per spingere in questa direzione della vaccinazione il prima possibile.
Un elemento che considero positivo, che si può vedere dai dati, è il numero di casi sui soggetti sopra gli 80 anni perché ne abbiamo veramente pochi, 5 casi nell'ultimo bollettino. Ce ne sono poi una ventina sopra i 60 anni su un totale di circa 300 contagi. Questo dimostra che la vaccinazione è importante e tiene.
Anche per le vaccinazioni pediatriche abbiamo avuto una importante adesione. Io mi attendo un 20 – 30%, circa 10.000, bambini che si vaccinino nel prossimo mese.
Visto la situazione dei contagi si è riflettuto su una possibile chiusura dei punti nascita?
Questo non è all'ordine del giorno domani o dopo domani. Dipenderà dalla situazione epidemiologica e su come evolve nei prossimi giorni. Noi abbiamo predisposto un piano complessivo che abbiamo già dato alla task force provinciale. Sarà questo organismo a valutare a seconda di precisi step che ci sono.
C'è il rischio di avere un Capodanno in zona arancione?
Io penso che sia poco probabile che il Trentino a Capodanno diventi arancione. Nessuna persona seria può però dire con certezza quello che succederà nei prossimi giorni. Un parametro importante è quello dei posti letto e da questo punto di vista i dati sono abbastanza rassicuranti.
Per chi si sta preparando alle feste di Natale e di Capodanno cosa consiglierebbe?
I nostri ragazzi giovani sono molto più a rischio e non è che possiamo considerarci sicuri al 100% perché siamo vaccinati dall'aver contagi. Penso che sarebbe sempre bene tenere negli incontri numeri limitati. Bene sarebbe creare delle piccole bolle su chi si frequenta sempre.
Le persone che sanno di avere avuto negli ultimi giorni comportamenti a rischio sarebbe bene non andassero in luoghi dove ci sono anziani. Rimane importante arieggiare e tenere per quanto possibile le finestre aperte, questo elemento è fondamentale.


















