Influenza Australiana, Ferro: ''Premesse preoccupanti, dopo due anni di mascherine ridotta l'immunità. Fondamentale vaccinarsi''. E sul Covid: ''Serve la quarta dose''
Il direttore dell'Azienda sanitaria e presidente della Società d'Igiene, Antonio Ferro, spiega che è possibile effettuare contemporaneamente la vaccinazione anticovid e quella antinfluenzale. "L'elemento più critico sta nel fatto che la minore circolazione del virus dell’influenza negli ultimi anni ha ridotto l’immunità naturale e il numero delle somministrazioni dei vaccini antinfluenzali è di molto in calo"

TRENTO. Da un lato l'aumento dei contagi legati al Covid e dall'altro l'arrivo dell'influenza. Quelli che ci apprestiamo a vivere non saranno certamente mesi tranquilli. Con gli ultimi dati diffusi dall'Azienda sanitaria la situazione epidemiologica mostra una tendenza verso un nuovo aumento dei casi Covid e le prossime settimane saranno fondamentali per capire come evolverà la situazione.
La preoccupazione da parte degli esperti rimane molto alta ed è per questo che è continuo l'appello alla vaccinazione soprattutto per anziani e fragili. Da oggi in Trentino tutte le persone con più di 12 anni potranno essere vaccinate con i vaccini bivalenti anti Covid (Qui l'articolo). In questo momento il livello degli over 60 che hanno deciso di avere la somministrazione della quarta dose supera di poco il 20%. Un dato basso ma che si può trovare anche in molte altre zone del territorio nazionale.
“E' fondamentale – ha spiegato a il Dolomiti il direttore dell'Apss, presidente della Società Italia di Igiene, Antonio Ferro - che le persone non aspettino l'ultimo momento per vaccinarsi. Ora stiamo assistendo ad un aumento dei casi e quindi conviene chiedere ora la vaccinazione e non aspettare novembre o dicembre”. Dal punto dell'influenza, invece, considerando i dati osservati nell'emisfero australe dobbiamo prepararci ad una certa aggressività del virus influenzale, visto che le nostre difese immunitarie non sono state sollecitate nelle ultime due stagioni, mentre il Covid si può presentare sotto forma di nuove varianti, in parte già identificate.
Dottor Ferro la risalita dei contagi preoccupa?
Per capire bene la situazione bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Verso il 15 – 20 ottobre riusciremo a capire effettivamente come andrà la situazione. Rispetto alla bassa percentuale di somministrazioni di quarte dosi che registriamo fino ad oggi ho potuto constatare con colleghi che la situazione è analoga in altre regioni. E' importante però non perdere tempo e vaccinarsi.
E' possibile effettuare contemporaneamente la vaccinazione anti-covid e quella antinfluenzale?
Certamente, può essere fatta assolutamente in somministrazione assieme. Le vaccinazioni, soprattutto per gli anziani, simultanee possono essere fatte senza problemi.
Quest'anno avremo a che fare anche con l'Australiana che è il nome dato all'influenza. Già in luglio come presidente della Società Italiana di Igiene assieme altre società scientifiche aveva chiesto (Qui l'articolo) alle regioni di provvedere a un approvvigionamento sufficiente di scorte e sollecitato la popolazione a comprendere l'importanza della vaccinazione.
Si a breve con le altre società scientifiche faremo una nuova conferenza congiunta proprio per ribadire l'importanza di vaccinarsi con l'antinfluenzale. C'è la preoccupazione. Stiamo comunque parlando di un ceppo ben identificato arrivato dall'Australia e i vaccini che utilizziamo sono costruiti proprio su questo. Ormai è consolidata la filiera.
E qual è la criticità maggiore?
L'elemento più critico sta nel fatto che la minore circolazione del virus dell’influenza negli ultimi anni ha ridotto l’immunità naturale e il numero delle somministrazioni dei vaccini antinfluenzali abbiamo visto che è di molto in calo. Per questo l'attacco dell'influenza potrebbe essere molto più pesante. Poi dipenderà anche da come evolverà la situazione generale, se toneremo ad usare le mascherine o altro. Ma sarà il Ministero a deciderlo. Le premesse sono però preoccupanti.














