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| 20 lug 2022 | 15:26

Allerta per l'influenza, possibile boom di casi in inverno, Ferro: ''Dobbiamo prepararci''. Gli esperti: ''Calo dell'immunità"

Purtroppo la minore circolazione del virus dell’influenza negli ultimi anni ha ridotto l’immunità naturale e il numero delle somministrazioni dei vaccini antinfluenzali è in calo. Tra le preoccupazioni, vi sono anche le prime informazioni che arrivano dall’emisfero Sud. I dati epidemiologici registrati in Australia e in Argentina rilevano un’evidente recrudescenza dell’influenza, con diffusione ai livelli pre-pandemia

TRENTO. “Le Regioni devono provvedere a un approvvigionamento sufficiente di scorte, mentre la cittadinanza deve comprendere l’importanza della vaccinazione, a prescindere dal Covid”. E' questo l'appello congiunto che arriva dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie – Simg, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – Simit, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – SitI.

“E' fondamentale – ha spiegato Antonio Ferro, presidente della Società italiana di igiene  e direttore dell'Apss di Trento – che l'intero sistema sanitario si prepari alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. Questo vaccino è particolarmente indicato per i fragili e non va in contrasto con quello fatto contro il Covid. Possono essere fatti simultaneamente”. 

Purtroppo la minore circolazione del virus dell’influenza negli ultimi anni ha ridotto l’immunità naturale e il numero delle somministrazioni dei vaccini antinfluenzali è in calo.

 

 

Nelle prossime stagioni, viene spiegato nella nota delle tre società scientifiche,  l’influenza comparirà e si hanno già indicazioni sulla sua gravità. Serve un’azione incisiva che coinvolga popolazione e istituzioni. 

 

L’ITALIA SI PREPARA ALLA PROSSIMA STAGIONE INFLUENZALE 

In Italia, come in gran parte del resto del mondo, gli ultimi due anni hanno visto una riduzione dell’attività influenzale. Un fenomeno frutto soprattutto delle misure restrittive legate al Covid19. Il prossimo inverno però potrà verificarsi un’inversione di tendenza che desta un’allerta, rispetto alla quale si è ancora in tempo per porre in essere misure di contenimento adeguate. È necessario che da parte delle Regioni vi sia un sufficiente approvvigionamento di vaccini, mentre nei confronti della cittadinanza sia avviata una persuasiva campagna di sensibilizzazione. 

 

CALO COPERTURE. LE STATISTICHE SULL'INFLUENZA IN CRESCITA, QUANTO POTRA' ESSERE GRAVE?  
“La profilassi per l’influenza rischia di essere messa in secondo piano dal Covid, ma non deve assolutamente essere sottovalutata – sottolinea Claudio Cricelli, presidente SIMG - Nelle prossime stagioni l’influenza comparirà e abbiamo già indicazioni sulla sua gravità. Serve un’azione incisiva che coinvolga popolazione e istituzioni affinché ci si attrezzi. Si devono tenere a mente concetti come la severità dell’infezione da virus influenzale, il carico clinico della malattia, i costi per il Servizio Sanitario Nazionale, il ruolo centrale della vaccinazione nella prevenzione dell’influenza”. 

“L’influenza - evidenzia Claudio Mastroianni, presidente Simit rimane una malattia infettiva gravata da complicanze soprattutto nei soggetti più fragili come anziani, pazienti con comorbidità e immunodepressi, che rappresentano coloro che sono maggiormente esposti agli effetti dannosi dell’influenza e possono ottenere i maggiori benefici dalla vaccinazione”. 

 

INFLUENZA E VACCINI NEGLI ULTIMI DUE ANNI 
Secondo l’Oms ogni anno nel mondo le morti determinate dall’influenza stagionale oscillano tra 250 e 500 mila, di cui 15-70 mila in Europa; circa il 90% avviene tra gli ultra 65enni. In Italia si stimano circa 8mila decessi all’anno a causa dell’influenza e delle sue complicanze. Durante l’inverno 2020-2021, in piena pandemia, le vaccinazioni contro l’influenza, sulla spinta dei timori causati dal Covis, hanno registrato un notevole incremento (65.3% negli over 65 rispetto al 54,6% del 2019/2020). Ad oggi, i dati preliminari relativi all’ultimo inverno, evidenziano invece una sensibile e preoccupante riduzione. 

I motivi sono molteplici: limitata circolazione dei virus influenzali nelle stagioni precedenti; diminuzione della percezione del rischio legato all’influenza rispetto a quello del Sars-CoV-2; sovrapposizione con la terza dose del vaccino anti-Covid. Il calo delle coperture e il mancato utilizzo di significativi quantitativi di vaccini stanno spingendo le Regioni a rivedere al ribasso il numero di dosi da acquistare: un errore da non commettere. 

 

I PRIMI DATI DALL’EMISFERO AUSTRALE 
Tra le preoccupazioni, vi sono anche le prime informazioni che arrivano dall’emisfero Sud. I dati epidemiologici registrati in Australia e in Argentina rilevano un’evidente recrudescenza dell’influenza, con diffusione ai livelli pre-pandemia, visto l’abbandono dei mezzi di protezione individuale e delle misure di contenimento. In Australia, i casi di influenza confermata in laboratorio rilevati dal sistema di sorveglianza sono in aumento dal mese di marzo, con 90% di campioni esaminati che hanno rilevato la presenza del virus influenzale di tipo A. Nello specifico, sono stati notificati 87.989 casi di influenza confermata in laboratorio, e la tendenza è in ulteriore crescita. Il numero di casi riportati settimanalmente ha superato la media dei 5 anni precedenti, e l’andamento di questa stagione sembra replicare quanto accaduto nel 2017, stagione che si rivelò estremamente severa. Anche in Argentina, dalla settimana 49 del 2021 (quindi fuori dalla stagione invernale dell’emisfero australe) è stato invece rilevato un aumento del numero di casi di influenza, principalmente Influenza A H3N24. Tra le settimane 1-6 dell'anno 2022, sono stati registrati 166 casi di influenza da parte del Sistema Nazionale di Sorveglianza Sanitaria. Quanto sta accadendo nell’emisfero australe potrebbe essere quindi un indicatore di quanto potrà accadere anche alle nostre latitudini durante il prossimo inverno.  

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