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Coronavirus, nel Regno Unito la curva riprende a salire con la variante 'indiana': si pensa a rinviare la fine delle restrizioni

Ieri, 11 giugno, i casi nel Regno Unito sono stati più di 8mila, il numero più alto da febbraio. Il 96% dei nuovi infetti sarebbe causato dalla variante Delta, quella 'indiana'

 

Di Filippo Schwachtje - 12 June 2021 - 16:28

TRENTO. I numeri della pandemia spaventano il Regno Unito: la fine delle restrizioni, in programma per il 21 giugno, verrà probabilmente ritardata di un mese, il primo ministro Boris Johnson dovrebbe comunicarlo lunedì alla nazione. A riportarlo, citando fonti governative, il Guardian che parla dell'aumento dei casi che si sta verificando nell'ultimo periodo come del più veloce dall'ondata invernale.

 

Sono stati 8.125 i casi riportati ieri (11 giugno) nel Regno Unito, il numero più alto da febbraio, e il tasso di crescita in tutto il paese si aggira tra il 3 ed il 6%, con picchi dell'8% nell'area del nord-est. A preoccupare è la maggior pericolosità della variante Delta, quella 'indiana', che secondo diverse fonti sarebbe ormai dominante nel paese e sarebbe il 60% più contagiosa di quella Alpha ('inglese'), riducendo in parte anche l'efficacia dei vaccini.

 

Il numero di decessi rimane relativamente basso (17 quelli registrati ieri), anche se in crescita rispetto ai numeri segnati nell'ultimo periodo. Negli ultimi sette giorni l'aumento percentuale dei nuovi casi registrati è arrivato invece al 58,1% mentre la crescita delle ospedalizzazioni del 14,4%. Alla base dell'ipotesi di rinviare la fine delle restrizioni la necessità di permettere a più persone possibile di effettuare i richiami dei vaccini, aumentando così l'efficacia della protezione che forniscono nei confronti della variante Delta dal 33% (con una singola dose) a circa l'80% dopo la fine del ciclo completo.

 

Il numero totale di casi attribuiti alla variante Delta nel paese intanto ha superato i 42mila, con 42 decessi totali causati dalla variante 'indiana', di cui 12 erano stati vaccinati con due dosi da più di 14 giorni e 7 con una dose sola. Nel frattempo, proprio oggi a Bolzano un 48enne (non vaccinato) è stato ricoverato in terapia intensiva a causa di una polmonite bilaterale causata dalla variante Delta. Negli scorsi giorni, sempre in Alto Adige, era stata data notizia di un focolaio scoppiato fra i dipendenti di un hotel che aveva fatto registrare 33 positivi: anche tra questi sono stati rilevati dei casi di contagio con variante 'indiana'.

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