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| 25 dic 2021 | 11:39

Covid, l’Italia come il Regno Unito: “Rischiamo di superare i 100mila contagi al giorno”. L’allarme di Ricciardi

L’aumento dei contagi preoccupa virologi e autorità sanitarie. Crisanti: “Le zone povere del mondo sono gli incubatori delle varianti. I Paesi dove non ci si vaccina, incubano ed esportano tutte le varianti possibili. All’infinito”

Covid, l’Italia come il Regno Unito: “Rischiamo di superare i 100mila contagi al giorno”
di Redazione

TRENTO. I contagi di Sars-Cov-2 non accennano a diminuire: nella giornata di ieri (24 dicembre) infatti è stato toccato un nuovo record con i positivi che hanno raggiunto quota 50.599. Solo il giorno prima erano stati 44.595. Va detto però che rispetto a un anno fa i sistemi di tracciamento si sono affinati e il numero di tamponi effettuato è più alto e meglio mirato. Ad ogni modo l’evoluzione della pandemia preoccupa le autorità sanitarie.

 

Come riporta l’agenzia di stampa Askanews Walter Ricciardi, presidente della Federazione mondiale di Sanità Pubblica, ospite del programma ‘Buongiorno’ su Sky Tg24, ha sottolineato il rischio che anche in Italia (come nel Regno Unito) si superino i 100mila contagi giornalieri.

 

“L’uso delle mascherine Ffp2 – ha spiegato Riciardi – è legato al fatto che la variante omicron è molto più contagiosa. Prima di essere bloccata da vaccini, mascherine e comportamenti salirà a dei numeri che anche per noi saranno similari a quelli degli altri Paesi”.

 

Il problema è che secondo gli esperti il peggio non è ancora arrivato. “Il picco non lo abbiamo assolutamente raggiunto, è ancora lontano”, ha puntualizzato il presidente della Federazione mondiale di Sanità Pubblica. “Avremo ancora una crescita implementare nel mese di dicembre, come altri Paesi corriamo il rischio di andare a molti casi a gennaio. Dobbiamo ancora resistere e tutte le misure sono finalizzate a far sì che il picco arrivi quanto prima possibile e non sia altissimo”.

 

Sempre come riporta l’agenzia di stampa Askanews il virologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, è intervenuto sul tema delle varianti: “Io lo sto dicendo da mesi che questi vaccini non sono adatti ai redditi medi e bassi. Le zone povere del mondo sono gli incubatori delle varianti. I Paesi dove non ci si vaccina, incubano ed esportano tutte le varianti possibili. All’infinito”.

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